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Domenica, 5 Febbraio 2023
Economia Arzignano

Vertenza Stanghellini: nuovo round alla Triplice

Il giudice del lavoro conferma la «condotta antisindacale» lamentata da Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uiltec-Uil i quali contestavano alla conceria del distretto del Chiampo di non avere concesso alcune assemblee su richiesta dei rappresentanti dei lavoratori

Un'impresa non può unilateralmente decidere di disapplicare un contratto di lavoro se nel frattempo non è intervenuto un elemento di discontinuità come un nuovo contratto o quanto meno un accordo in qualche modo riconosciuto dalle parti. In ossequio a questo principio la condotta della Stanghellini di Arzignano va considerata antisindacale. La conceria infatti aveva negato alcune attività sindacali in seno all'azienda promosse dalle sigle di settore della Triplice ossia (Filctem-Cgil), Femca Cisl e Uiltec-Uil (o meglio dai lavoratori che in quella fabbrica sono iscritti a queste ultime). Le stesse sigle nel ricorso d'urgenza davanti al giudice del lavoro vicentino avevano già avuto ragione. Adesso anche il giudice di merito, la dottoressa Giulia Beltrame, ha confermato il precedente verdetto dando ancora più corpo alle doglianze messe sul tavolo dai sindacati. Almeno questo è quanto fanno sapere i segretari per il Vicentino delle tre sigle (rispettivamente Giuliano Ezzelini Storti, Davide Zambon e Lucia Perina) che oggi 28 novembre si sono trovati con i loro legali in via Vaccari presso la Cgil di Vicenza per fare il punto della situazione anche perché Stanghellini potrebbe a questo punto decidere di impugnare in appello a Venezia il pronunciamento del tribunale della città palladiana.

«La sentenza scritta dal giudice Beltrame è una pietra angolare nella definizione di vertenze di questo tipo - hanno spiegato i tre - perché stabilisce un principio cardine. Quello per cui se una certa azienda ha adottato un certo contratto, nel caso di specie il contratto Unic-Confindustria, che è un contratto che riconosce il ruolo di Filctem, Femca e Uiltec, anche se quell'accordo va a scadenza va comunque considerato vigente fino a quando un nuovo accordo non viene sancito in modo formale. Per cui anche in un periodo di eventuale vacatio tra un contratto ed un altro, fino a quando non è vigente il nuovo accordo, è appunto il vecchio a valere. Si tratta di una decisione di sostanza che fa scuola perché conferma una prassi sindacale ormai assodata da tempo». C'è poi un dato di merito che i tre segretari sottolineano con forza: «Il giudice ha acclarato dagli atti depositati dalle parti che Stanghellini in precedenza aveva fatto riferimento proprio al contratto Unic-Confindustria». La ditta per propugnare le proprie ragioni «aveva in qualche modo dato ad intendere di non avere fatto affidamento su quell'accordo per potersene disfare a piacimento - ha rimarcato oggi Ezzelini Storti - ed è per questo motivo che il pronunciamento vergato da Beltrame il 22 di novembre e depositato due giorni dopo è particolarmente importante». Non molto dissimile è il pensiero dei legali presenti oggi al briefing (Marco Ceresani e Giampaolo Landi per la Cgil, Ivo Santolin per la Cisl e Gianmarco Tiso per la Uil) i quali hanno definito «importantissimo e di grande spessore» il pronunciamento della dottoressa Beltrame.

La segretaria Perina ha invece distillato un paio di considerazioni più politiche. «È bene ricordare che quest'estate il contratto nazionale della concia, quello siglato allo stesso tavolo tra Unic-Confindustria e i sindacati confederali scade. Nel frattempo altri contratti sono stati proposti ai lavoratori ma sono accordi peggiorativi». Si tratta di parole molto precise che danno conto della sfida che tra giugno, luglio ed agosto del 2023 avrà luogo proprio nell'ambito del rinnovo del contratto della concia. Un ambito nel quale, pur da posizioni distinte l'associazione datoriale Federconcia e il sindacato indipendente Confial hanno deciso di contendere lo spazio contrattuale abitualmente presidiato da triplice e Confindustria-Unic. Non è un caso infatti che nella vertenza Stanghellini l'associazione datoriale che ha supportato quest'ultima è proprio Federconcia che ha stabilito la sua sede legale a Arzignano e la sua sede operativa a Padova. Al momento non è dato sapere se Stanghellini e Fedefconcia proporranno appello, ma dalle indiscrezioni che filtrano dalla città del Grifo i legali dell'impresa e quelli della stessa Federconcia sarebbero già pronti a muoversi in quella direzione.
 

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