Martedì, 15 Giugno 2021
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Torri, chiude la sede Intesa Sanpaolo: bancari in sciopero

La sede storica della Banca Cattolica del Veneto, divenuta poi negli anni Banco Ambrosiano Veneto e successivamente Intesa Sanpaolo verrà chiusa infatti entro il 30 di giugno 2017 per economizzare gli alti costi di affitto e di mantenimento. 200 su 320 a Padova: protesta di lavoratori e sindacati

I lavoratori del Gruppo Intesa Sanpaolo di Torri di Quartesolo, giovedì mattina, manifesteranno davanti all'Azienda per indicare con forza alla Direzione aziendale un diverso modo di gestire la chiusura del Centro Torri.

La sede storica della Banca Cattolica del Veneto, divenuta poi negli anni Banco Ambrosiano Veneto e successivamente Intesa Sanpaolo verrà chiusa infatti entro il 30 di giugno 2017 per economizzare gli alti costi di affitto e di mantenimento di un polo direzionale bancario che negli anni passati occupava più di 800 dipendenti e che ora ne ospita ancora 320, in un complesso immobiliare che pur nel continuo cambio di brand è rimasto simbolo del radicamento vicentino della Banca.

I lavoratori e i loro sindacati pur approvando la scelta aziendale di risparmio sui costi non condividono il previsto esodo di più di 200 persone a Padova per un insieme di motivi "facilmente intuibili: innanzitutto si tratta di un importante presidio lavorativo per la Provincia di Vicenza, territorio già provato dalla crisi economica che va per quanto possibile salvaguardato; il Centro Torri ha attualmente un suo indotto che andrebbe distrutto quantificabile in decine di posti di lavoro; dal punto di vista della sostenibilità ambientale non è utile che centinaia di auto che prima si fermavano a Torri ora proseguano fino a Padova intasando ancora di più una viabilità già al collasso soprattutto in determinate ore" spiegano i sindacati.


"Per tutto questo e per salvaguardare le condizioni di lavoro e di vita di una popolazione lavorativa mediamente molto anziana abbiamo proposto alla Direzione di affittare dei locali vicino ad un'altra proprietà del Gruppo, scelta che consentirebbe di evitare l'esodo di cui sopra e il cui costo sarebbe risibile rispetto all'attuale (meno del 10%). Le nostre ci sembrano richieste di assoluto buon senso e per questo intendiamo sostenerle con la maggior forza possibile" conclude il comunicato.

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