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Thiene, caso Tintess: "Ambientalismo di pancia mette a rischio il lavoro"

Mercoledì il Tar si pronuncerà sul ricorso del Comune sull'ampliamento del quantitativo di reflui da depurare nell'azienda di viale Dell'Industria. "Così ci tolgono il lavoro, l'ambiente è anche il nostro interesse primario"

"Viviamo con molta preoccupazione l'avvicinarsi della data del 18 marzo, giorno in cui il TAR del Veneto si pronuncerà sulla sospensiva della Delibera di Giunta Regionale sull'autorizzazione all'allargamento quantitativo dei reflui a depurazione della Tintess SPA". Così i lavoratori dell'azienda di depurazione di viale dell'Industria aThiene.

"La preoccupazione - spiegano Giuliano Ezzelini Storti della Cigl e Marco Faccin della Cisl - dovuta al fatto che, nel dibattito aperto in città di Thiene fra Comune, Azienda e Comitati sulla presunta salvaguardia dell'ambiente non si è tenuto minimamente in considerazione quanto questa battaglia avrebbe prodotto in negativo sui circa 200 posti di lavoro (con famiglie annesse) tra diretti e indotto. Per questa ragione non siamo più disponibili a tacere, tanto meno a fare la parte di coloro che spingono nel conflitto fra ambiente e la sua giusta tutela contrapposto al lavoro e all'esigenza di salvaguardare l'occupazione: un ambiente sano fuori dall'azienda, corrisponde ad un ambiente sano all'interno dell'azienda che è nell'interesse dei lavoratori della Tintess e quindi del sindacato!". 

"In questi mesi lo sforzo silenzioso della RSU Aziendale e della OO.SS. Filctem CGIL - Femca CISL ha prima costruito, in collaborazione con l'azienda, difronte alla possibile riduzione di organico per mancanza di sufficienti livelli produttivi, zero licenziamenti con il ricorso al Contratto di Solidarietà; poi un piano di investimenti sulla produzione, già in esecuzione, pari a 985.000 euro - dettagliano i sindacati - In equilibrio con il mantenimento dei livelli occupazionali, per noi, ha sempre corrisposto a una attenta vigile osservanza della sicurezza e vivibilità ambientale all'interno dei luoghi di lavoro e quindi alla messa in cantiere, da parte aziendale, di investimenti pari a 580.000 euro sul depuratore e la risistemazione degli stabili".

"Di tutto questo il sindaco di Thiene è stato sempre messo a conoscenza - concludono le maestranze - Perché fare allora ricorso straordinario al Capo dello Stato per bloccare il depuratore in Tintess? A cosa serviva e a chi dimostrare, senza considerare i fatti di cui sopra, che si sceglieva di stare da una parte, cioè con la“pancia” di chi “urla” più forte, mentre che dalla parte della testa? Domande a cui non riusciamo a dare risposte o forse l'unica che riusciamo a darci è che il politico pensa al consenso di oggi, lo statista pensa al domani... Per questa ragione, nel rispetto dell'autonomia della magistratura, auspichiamo che il TAR non accetti la sospensiva e ci appelliamo al senso di responsabilità dell'Amministrazione Comunale (maggioranza e opposizione) affinché si possa trovare un punto di equilibrio nell'interesse della collettività. Se questo nostro appello dovesse finire nel vuoto, non escludiamo azioni di protesta a tutela dell'ambiente e del lavoro". 

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