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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

Tasse e burocrazia ostacoli maggiori della globalizzazione

La Fondazione Nord Est ha chiesto agli imprenditori quanto sia difficile fare impresa nel nostro Paese: ecco cosa hanno risposto

Quanto è difficile fare impresa nel nostro Paese? Quali sono gli elementi favorevoli e quelli contrari all'attività delle aziende? Al termine di un anno ancora impegnativo, ma che ha dato segnali concreti di ripresa, Fondazione Nord Est ha girato queste domande ad un panel di 300 imprenditori per sondare se, a loro giudizio, esista o meno in Italia un sentimento anti-impresa.


Per la quasi totalità degli intervistati le principali zavorre per l'attività d'impresa rimangono l'imposizione fiscale (92%) e burocrazia (91,1%). La stretta creditizia - che è stata uno dei temi sui quali si è dibattuto di più negli ultimi anni - rappresenta un ostacolo "solo" per il 79,4% degli imprenditori, dieci punti in meno rispetto ai valori registrati per imposizione fiscale e burocrazia. A distanza di ulteriori dodici punti si trova l'aumento della concorrenza a livello internazionale (67,4%) e ancora più sotto la difficoltà d'individuare nuove opportunità di business. In fondo a questa classifica si collocano l'incremento del gap tecnologico rispetto ad altri paesi (55,9%) e l'aumento delle difficoltà di reperimento di capitale umano adeguato (55,1%). In generale, in questa fase di ripresa le imprese avvertono le stesse difficoltà che segnalavano all'inizio della crisi, pur nel contesto di mercati internazionali profondamente mutati. 

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