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Economia

Flop saldi: lo scontrino medio è di appena 60 euro

I dati emresi da un sondaggio di Confesercenti su 42 piccoli esercizi parlano chiaro: le vendite sono in calo rispetto allo scorso anno per più della metà degli interpellati

Da un sondaggio promosso da Confesercenti Vicenza su un campione di 42 piccoli esercizi del sistema moda - abbigliamento, calzature, accessori - in sede fissa nei principali centri della nostra provincia, emerge un dato prevalente di ulteriore calo delle vendite rispetto al 2013. Gli esercenti sono stati interpellati in questi giorni sull'andamento delle vendite dopo le prime settimane dall'inizio dei saldi.

Il cosiddetto "scontrino medio" nella spesa dei saldi è di circa 61 euro: i negozi che in maggioranza segnalano una riduzione delle vendite (56%), parlano anche di una riduzione, anno su anno, dello scontrino medio di circa il 15%, a fronte dei pochi (16%) che dichiarano un crescita di acquisti con un aumento dello scontrino medio anche del 15%, mentre il 28% parla di un andamento stabile. Si nota quindi qualche segnale di recupero nei negozi di vicinato di Vicenza e provincia, che riguarda però ancora una piccola percentuale, mentre per la maggioranza (84%) l’andamento è immutato o addirittura diminuito. "Occorre quindi essere cauti sulla scommessa di una ripresa, che ancora non si vede, e che va verificata anche per quanto riguarda la grande distribuzione, dopo i frettolosi annunci di inversione di tendenza nei primi fine settimana di gennaio" spiega il comunicato.


"Lo sconto praticato nella platea degli esercizi intervistati oscilla tra il 20 e il 35%, percentuali reali di sconti sulla merce nuova segno di una sostanziale serietà e correttezza nei confronti della clientela, atteggiamento molto diverso da quello dei mirabolanti annunci di saldi altissimi nella grande distribuzione - rivela la ricerca -  Serve fiducia per alimentare questa piccola ripresa, fiducia che solo riforme e riduzione del costo del lavoro possono dare. Vincenzo Tamborra Presidente di Confesercenti Vicenza conclude così l’analisi “In tempo di crisi economica e di sempre più ridotta capacità d’acquisto delle famiglie, i saldi potrebbero rappresentare una buona occasione per fare compere risparmiando. Purtroppo pesa come un macigno sul nostro Paese la sfiducia verso il futuro e la possibilità di realizzare riforme concrete e immediate, necessarie da un lato ad alleggerire la pressione fiscale rendendo più efficiente la macchina amministrativa dello Stato e dall’altro ad avverare un’azione massiccia di riduzione del costo del lavoro per aprire nuovamente il mercato”.

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