Riaperture delle fabbriche: i sindacati contro la concia e la prefettura berica

Cgil, Cisl e Uil in una lettera indirizzata alle amministrazioni di Arzignano e Chiampo se la prendono con le ditte del settore pelle e parlano di poca trasparenza circa i dati in possesso dell'ufficio territoriale del governo: «deroghe» nel mirino

Una veduta della sede provinciale della Cgil a Vicenza (archivio, foto Marco Milioni)

Le segreterie di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil in rappresentanza dei lavoratori del distretto conciario dell'Ovest vicentino, a fronte della notizia del diffondersi della concessione di deroghe della prefettura berica per la riapertura «di talune attività del comparto stesso, richiamano le amministrazioni comunali» del comprensorio a promuovere «ogni azione di sorveglianza sanitaria dedita ad assicurare la massima sicurezza nei luoghi di lavoro». È questo il succo di una lettera aperta che i responsabili della segreteria unitaria per la concia in seno alla triplice (rispettivamente per Cgil, Cisl e Uil, Massimo Andolfo, Alberto Selmo e Massimo Zordan) hanno inviato oggi 6 aprile ai sndaci di Arzignano e di Chiampo. «Sarebbe davvero insopportabile per tutti - si legge nella missiva diramata oggi 6 aprile - assistere ad una corsa alle deroghe prefettizie che oltre a determinare disparità competitiva tra gli attori economici della vallata, possa tradursi in pericolo epidemiologico per tutti i cittadini». E ancora «... non vogliamo nemmeno immaginare che cosa significherebbe la eventuale evenienza di focolai di contagio propagati proprio da questi luoghi di lavoro». Evenienza che se si materializzasse sarebbe devastante per la salute pubblica. Il che inciderebbe peraltro anche anche su ulteriori ritardi che si potrebbero generare proprio in danno della ripresa delle attività economiche e un adanno anche alla ripresa della vita sociale tout-court. Questo grido d'allarme, sempre secondo le tre sigle, è giustificato dal venir meno di ogni informazione «sia sui titolari della deroga» sia sulle «misure sanitarie e di sanificazione dei locali adottate, anche laddove la presenza sindacale appare più strutturata». In questo quadro, proseguono i sindacati «chiediamo l'apertura di un tavolo congiunto per un monitoraggio di prossimità che analizzi situazione per situazione anche con il coinvolgimento dei vari attori economici».

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