Economia

Revisioni auto, approvato il nuovo decreto ma "a Vicenza è rischio paralisi"

A Vicenza le nuove disposizioni sono accolte favorevolmente dagli autoriparatori autorizzati, che però ora guardano con rinnovato timore alla mancata riorganizzazione della motorizzazione civile di Vicenza

Revisioni auto, il Governo ha ufficialmente approvato il nuovo decreto che adegua il sistema dei controlli alla normativa europea. Ora manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e poi si dovrà attendere un anno per l’entrata in vigore. .

«I problemi della motorizzazione vicentina sono noti - sottolinea Egidio Manea, Portavoce Autoriparatori CNA Vicenza -, e questa riorganizzazione delle revisioni li ribadisce tutti ancora una volta. Abbiamo finalmente la possibilità di certificare il nostro lavoro, con sanzioni chiare per i pochi “furbetti” che fino a oggi hanno danneggiato tutti aggirando le regole. Ma questo come può tradursi in un reale vantaggio per i nostri clienti, se poi nulla cambia sul fronte dei tempi di attesa?».

La carenza d’organico causa ritardi in tutte le procedure svolte in forma esclusiva dagli uffici di strada Caperse, dall’ottenimento di documentazione, alle revisioni e ai collaudi. Oggi per richiedere l’appuntamento per una revisione si è costretti ad attendere circa 90 giorni. Un problema già noto alle istituzioni del territorio. Adesso però CNA Vicenza alza il tiro.

«Il Ministero dei Trasporti non può più girarsi dall’altra parte - prosegue Manea -, o il rischio è davvero quello di essere “snobbati” in favore di province dove i tempi d’attesa sono minori. Abbiamo già contattato Maurizio Vitelli, della Direzione Generale per la Motorizzazione, e il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini. Ormai non si può più attendere: pagano gli autoriparatori ma anche gli automobilisti, oltre alle imprese che lavorano muovendo mezzi sulla strada. Penso per esempio alle tante aziende di autotrasporto che devono lasciare i mezzi fermi per mesi».    

Le disposizioni più importanti

La novità più rilevante contenuta nel decreto è il certificato di revisione, documento rilasciato in copia cartacea alla persona che porterà l’auto al controllo tecnico. Conterrà tutti i dati sul veicolo e sul controllo, assieme a eventuali carenze e risultati dei test.

Attenzione poi ai “furbetti” del contachilometri. In caso di manomissione fino a oggi chiunque lo alterasse non rischiava nulla. Adesso invece l’operazione diventa punibile ai sensi del codice della strada.

L’ultima novità degna di nota è l’istituzione del responsabile tecnico della revisione. Il cosiddetto “ispettore” dovrà soddisfare alcuni requisiti minimi di competenza e formazione e non dovrà trovarsi in conflitto d’interesse. Non potrà quindi essere il titolare del centro revisione, ma dovrà godere di un “elevato livello di imparzialità e obiettività” rimandando il tutto a un “provvedimento dell’autorità competente”. Oltre ai controlli del caso, all’ispettore spetterà anche la firma sul certificato di revisione.

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