Caso Pulindustriale, la ditta delle pulizie al tribunale ceduta ad un euro

Mentre il sindacato Cub si prepara allo sciopero per le lavoratrici lasciate senza paga, dagli atti notarili emerge una situazione societaria «sempre meno chiara» che preoccupa le maestranze

Il palazzo di giustizia di Vicenza (archivio, foto di Marco Milioni)

Rischia di trasformarsi in una odissea la vicenda delle sette lavoratrici addette alle pulizie del Tribunale di Vicenza. Da maggio senza stipendio, «le addette stanno perdendo la fiducia nelle rassicurazioni che erano giunte dall'impresa aggiudicataria» nonché dalla amministrazione del tribunale fa sapere Maria Teresa Turetta responsabile provinciale del sindacato Cub. Il quale oggi, venerdì 30 giugno, ha scritto alla prefettura per comunicare lo stato di agitazione. E ora la vicenda si ingarbuglia ulteriormente.

Se da una parte in merito alla compagnia appaltatrice c'è un assetto societario molto complesso definito dal sindacato «un vero e proprio roveto» (ne ha parlato diffusamente Vicenzatoday.it del 26 agosto) in queste ore dagli archivi notarili berici emerge una ulteriore novità. La ditta titolare della commessa, ossia la vicentina Pulindustriale srl, recentemente è passata di mano due volte da un proprietario all'altro al prezzo di un euro. È da tempo per di più che le maestranze temono che questa condizione di incertezza sia il preambolo del punto di non ritorno.

TRE CAMBI DI MANO
È il 29 novembre 2018 quando davanti al notaio vicentino Patrizia Cardarelli, la milanese ma vicentina di adozione Emanuela Pischetola, sino ad allora detentrice del 60% di Pulindustriale srl, cede quel pacchetto di quote al figlio Michele Ricciardi che abita nella città del Palladio in via Casermette 65, che poi è lo stesso indirizzo della società e lo stesso indirizzo in cui risiede la madre. «Il corrispettivo della cessione» così almeno sta scritto nell'atto redatto dalla Cardarelli, che porta il numero di repertorio 10558 ed il numero di raccolta 5001, è pari «a seimila euro» che saranno corrisposti con formula dilazionata e senza interessi. Poco appresso c'è un passaggio che potrebbe destare più di qualche perplessità sullo stato di salute della impresa la quale si occupa da diversi anni delle pulizie presso il tribunale berico: «Le parti dichiarano che non è stato conferito alcun incarico professionale a me notaio per strutturare particolari clausole di garanzia».

CESSIONE PER POCHI SPICCI
Passa appena un mese. È il 27 dicembre 2018; nello studio del Notaio Michele Dal Maso di Noventa vicentina si presenta nuovamente Michele Ricciardi, che pochi giorni prima aveva acquistato dalla madre il controllo della Pulindustriale. Assieme a Michele Ricciardi (che è nato a Cerignola in Puglia nel 1988) compare Luigi Ricciardi, anche lui nativo di Cerignola nel Foggiano e residente in viale della Pace. Davanti al notaio proprio Michele Ricciardi si presenta come titolare «del 100% del capitale» della Pulindustriale, segno evidente che nel frattempo lo stesso Michele deve aver raggranellato il rimanente 40% delle quote azionarie. Ad ogni buon conto sempre Michele in quella occasione cede l'intero pacchetto a Luigi «che accetta ed acquista» al prezzo di un euro che viene saldato in contanti.

DUBBI SULLA SITUAZIONE PATRIMONIALE
Se però si legge con attenzione l'atto redatto dal dottore Dal Maso (repertorio 7342, raccolta 4931) si può notare come il professionista riporti che le parti «precisano che il prezzo è stato determinato in base alla reale situazione patrimoniale della società». Si tratta di parole che fanno sorgere qualche perplessità in relazione allo stato di salute dell'azienda. Soprattutto se la cosa la si mette in relazione con quanto accade cinque mesi più avanti.

«GARANZIE PERSONALI PRESTATE A TERZI»
È la primavera del 2019, il periodo in cui le maestranze lamentano che si sia interrotto il pagamento degli stipendi. Più precisamente il 3 maggio 2019 il titolare della Pulindustriale Luigi Ricciardi fa capolino nello studio del notaio vicentino Gianfranco Di Marco per l'ennesimo cambio di proprietà della srl. Davanti allo stesso Di Marco compare un giovane di appena ventiquattro anni. Si tratta di Daniele Flaminio nato nel '95 ad Arzignano e residente a Brendola. Quest'ultimo acquista la società dal Ricciardi ancora al prezzo di un euro in contanti.

Nell'atto di compravendita (repertorio 67940, raccolta 32460), più segnatamente all'articolo IV si legge che la parte cedente, ovvero il Ricciardi, «dichiara e garantisce che la società Pulindustriale srl ha pienamente adempiuto gli obblighi fiscali e previdenziali e che non ha fino alla data odierna ricevuto contestazioni di violazioni in materia tributaria o contributiva». Appresso sempre all'articolo IV c'è un passaggio delicato: «Le parti infine dichiarano che sarà cura dell'acquirente subentrare in luogo del cedente, liberandolo, nelle garanzie personali da questi prestate a terzi nell'interesse della società». In che cosa consistano queste garanzie Flaminio, contattato da Vicenzatoday.it, al momento non lo dice. Né fa sapere altro visto che la posta elettronica della società utilizzata per chiedere le delucidazioni del caso non è abilitata a ricevere messaggi. Allo stesso modo non è stato possibile capire come mai una srl con una mission aziendale così semplice possa aver avuto tanti cambi di proprietà.

LA LETTERA AL PREFETTO
Tuttavia la partita ha anche un altro risvolto. Si tratta di quello sindacale. Stasera il sindacato Cub ha preso carta e penna e ha scritto al prefetto di Vicenza Pietro Signoriello «per ufficializzare lo stato di agitazione» che peraltro può essere il prodromo dello sciopero. «Chiediamo che in prefettura siano messi a parte della condizioni delle lavoratrici e che l'Ufficio territoriale del governo si attivi sia presso le sedi competenti affinché sia il tribunale, come prevede la legge in vasi del genere, a subentrare nel pagamento degli stipendi a fronte di una situazione aziendale sempre meno chiara. A breve - rimarca Turetta - faremo ancora sentire la nostra voce».

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