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Economia

Caro tazzina, scoppia il caso: "A un euro è un gesto anti-crisi"

Dopo l'aumento a Venezia di 10 centesimi, scoppia il dibattito tra i baristi ed i clienti in città. Per aulcuni a un euro è un favore al cliente, per altri l'aumento è già stato fatto mesi fa

Sono scattati i controlli della guardia di finanza ieri a Veneza, in seguito all'aumento in alcuni locale di 10 centesimi della tazzina di caffè, da un euro a un euro e 10. I controlli erano mirati a verificare che il rincaro poi si specchiasse anche nella dichiarazione dei redditi. IN VENETO L'ANNO DELLA RECESSIONE

"Col caffè ci si guadagna poco o nulla - commenta la notizia Massimo Pagan, titolare del bar sul retro del teatro Comunale a Vicenza - Io lo tengo ad un euro per fare una favore alla clientela, che qui è abbastanza fissa, e che spesso dopo aver fatto colazione al volo, torna in pausa pranzo. Ma con quel prezzo - prosegue - io ci guadagnerà meno di 10 centesimi a tazzina. E molti fanno anche incetta di bustine di zucchero o miele".

Diversa la posizione di Marco Volpato, che nelle sue pasticcerie nel bissarese ha già effettuato il ritocchino all'inizio dell'anno. "Offriamo un prodotto di alta qualità - spiega - Caffè sempre fresco, macinato al minuto, che ha un costo notevole. Se lo tenevo ad un euro ci avrei perso". "Qualche cliente si è lamentato e qualcuno l'abbiamo anche perso - continua - Ma prefersico proseguire lungo la strada della qualità, a prescindere dalla crisi".

"Sacrefici dobbiamo farne tutti - concude Massimo Pagan - E anche i baristi devono fare la loro parte. Io sto tenendo prezzi risicati al minimo in attesa di tempi milgiori, per permettere a tutti di venire qui e farsi una bevuto, o una colazione, ad un prezzo accessibile. L'alternativa sarebbe di perdere il cliente".

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