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Lunedì, 16 Maggio 2022
Economia

Sit-in sotto la Confindustria: «No al pizzo sui lavoratori»

Durante la giornata dello sciopero nazionale nel settore sanità organizzato dall'Usb, gli iscritti della sigla di base protestano davanti a palazzo Bonin Longare chiedendo uno sforzo maggiore contro il caporalato

Una trentina tra iscritti e simpatizzanti del sindacato di base Usb ha manifestato ieri 29 gennaio nel primo pomeriggio «contro lo sfruttamento nel mondo del lavoro». La protesta è andata in scena a palazzo Bonin Longare in piazza Castello sotto la sede vicentina della Confindustria sotto l'occhio vigile e discreto delle forze dell'ordine: una quindicina in totale. «Il presidio - fa sapere Massimo D'Angelo, segretario veneto di Usb Trasporti - è stato organizzato in concomitanza con lo sciopero nazionale cui la nostra sigla ha dato vita proprio oggi 28 gennaio nel settore della sanità pubblica e in quella privata: i cui lavoratori sono stati colpiti durissimamente dalle difficoltà e dai ritmi ossessivi causati dalla ondata pandemica da Covid-19 che ha interessato tutto il globo». Il dirigente sindacale durante il presidio ha parlato dei recenti casi di sfruttamento nonché di morti sul lavoro che in varia maniera hanno interessato «il Vicentino, il Veneto e il resto del Paese». D'Angelo ai microfoni di Vicenzatoday.it ha descritto la cosa come una piaga che in molte circostanze ha il retrogusto orribile «del pizzo chiesto ai lavoratori». Per questo motivo, «per osteggiare senza se e senza ma il caporalato» è necessario un confronto «duro, serrato e dialettico» con la parte datoriale «a partire da Confindustria».

ASCOLTA L'AUDIO-INTERVISTA A MASSIMO D'ANGELO

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