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Martedì, 29 Novembre 2022
Economia

Popolare di Vicenza, Mion: "1300 o più esuberi"

Il presidente della BPV Gianni Mion, a margine della presentazione del collocamento di Avio, ha dichiarato che il cda ha tre priorità: "primo il tavolo di conciliazione, secondo l'azione di responsabilità e poi il piano. Dobbiamo convincere le organizzazioni sindacali che abbiamo questi esuberi per i quali dobbiamo trovare una soluzione, è un numero importante, 1.300-1.500"

Lacrime e sangue per i dpiendenti della Banca Popolare di Vicenza. Lo ha confermato il presidente Gianni Mion a Radiocor a margine della presentazione del collocamento di Avio.

"Oggi (mercoledì) c'è il cda - riferisce l'agenzia - ci sono tre priorità: primo il tavolo di conciliazione, secondo l'azione di responsabilità e poi il piano. Dobbiamo convincere le organizzazioni sindacali che abbiamo questi esuberi per i quali dobbiamo trovare una soluzione, è un numero importante, 1.300-1.500".

"Purtroppo - prosegue - non è possibile utilizzare il fondo esuberi bancari del Governo. Si tratta di un esubero strutturale, non è una cosa temporanea. Noi forse abbiamo commesso l'errore di non dirlo subito, ma non siamo in condizione di aspettare». La Banca Popolare di Vicenza ha circa cinquemila dipendenti. Il piano industriale della banca «speriamo di farlo nei prossimi due mesi», ha sottolineato Mion. A chi gli chiedeva se la ricapitalizzazione effettuata da Atlante fosse sufficiente il manager ha spiegato che «per rilanciare la banca abbiamo bisogno di soldi sicuro. Quanti? Lo dira' il piano». Al momento tuttavia non sono stati avviati contatti con nuovi investitori perché «prima c'è il piano».

Mion ha spiegato che la prima cosa sarà recuperare la fiducia nella banca, che in questi mesi ha visto una fuga dei depositi che solo ora sta rientrando. «Tutti parlano di fiducia, ma ci vorrà tempo per recuperarla». In questo senso un passaggio decisivo sarà quello del piano industriale: «Nel piano capiremo quali sono i fabbisogni, cosa può fare Atlante, cosa possono fare altri soci». Altri soci in vista comunque non ci sono perché «secondo me sarebbe tempo perso cercarli ora, prima bisogna risolvere i problemi e in particolare quello dei costi, quello della nuova dimensione della banca, poi vedremo», ha aggiunto Mion.


Mion, continua a ritenere che si debba andare verso una fusione fra l'istituto e Veneto Banca. «Se ci sono alternative ho sempre detto che bisogna vederle - ha spiegato - ma l'integrazione fra le due banche venete è quella che è venuta in mente a me e, non solo a me, ma anche ad altri

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