Economia

Popolare di Vicenza, il nuovo piano industriale, protesta del sindacato

Il piano industriale 2015-2020 punta a portare a casa un aumento di capitale da 1,5 miliardi ad aprile, a trasformare l'istituto in Spa e a quotarlo in Borsa entro giugno e a tornare in utile già col prossimo bilancio. I sindacati: "I sacrifici partano dall'alto"

A cento giorni dall'insediamento del nuovo management della Popolare di Vicenza, il numero uno Francesco Iorio presenta il piano di rilancio dell'istituto e al tempo stesso annuncia che la banca e' a lavoro per chiudere quei prestiti 'privilegiati' concessi della precedente gestione per finanziare l'ultimo aumento di capitale, come emerso dalla recente ispezione della Banca centrale europea. Piu' da vicino il piano industriale 2015-2020 punta a portare a casa un aumento di capitale da 1,5 miliardi ad aprile, a trasformare l'istituto in Spa e a quotarlo in Borsa entro giugno e a tornare in utile gia' col prossimo bilancio, nella speranza di far lievitare il risultato netto al 2020 oltre la soglia dei 330 milioni. Un mix di obiettivi che si lega a doppio filo con la trasformazione della governance entro l'estate e soprattutto col piano di contenimento costi (-0,3%), che passa attraverso la chiusura di 150 sportelli e 575 esuberi (300 nel 2016 e i restanti 275 tra il 2019 e il 2020), a fronte di 180 assunzioni.

Numeri che preoccupano i sindacati di categoria (in primis Uilca e Fabi), che hanno immediatamente chiesto l'apertura di un tavolo di trattative. "Il rilancio di questo gruppo non può partire dal sacrificio esclusivo dei dipendenti: deve essere completata la necessaria opera di pulizia del vertice aziendale. Tale opera deve includere quelle figure apicali che hanno fatto scelte irresponsabili, scelto di non vigilare, umiliato il personale e, ancora oggi, cercano di rovesciare sui colleghi colpe che vanno cercate altrove! Ribadiamo la richiesta di idonee azioni di responsabilità nei confronti dei cattivi amministratori - scrivono in un comunicato - A tal proposito raccogliamo l’invito del Consigliere Delegato a rivolgersi alla Procura della Repubblica per segnalare qualsiasi violazione di legge. Abbiamo chiesto al Consigliere Delegato di tutelare i colleghi che hanno operato eseguendo gli ordini dei superiori. FABI, FIRST, FISAC, UNISIN chiedono che i sacrifici partano dall’alto (taglio dei numeri dei componenti del Cda, eliminazione dei premi a figure apicali, benefit, riduzione degli stipendi del top management, diminuzione dei Manager alcuni dei quali hanno contribuito ai negativirisultati e/o non hanno denunciato quanto dovevano)".

Intanto, all'orizzonte si intravede un'assemblea ordinaria e straordinaria per approvare, rispettivamente, bilancio e aumento di capitale tra fine febbraio e inizio marzo. Nella stessa sede inoltre si chiedera' ai soci anche il via libera per la trasformazione in Spa e la contestuale quotazione in Borsa. Per questo motivo il management e' gia' a lavoro per promuovere tra la comunita' finanziaria la realizzazione dell'aumento, gia' interamente garantito da UniCredit. Il Cda, ha sottolineato il Ceo, "sta valutando possibili forme d'incentivo per la sottoscrizione dell'operazione" e per questo "a partire da novembre nuovi soci istituzionali o privati" potranno prenotare porzioni d'aumento. "Il prezzo, che verra' definito a ridosso dell'operazione, non e' stato individuato neanche come ipotesi", ma sara' "significativamente piu' basso rispetto" ai 48 euro attuali per azione. Quanto all'eventuale risiko delle popolari Iorio rinvia il dossier al post quotazione. Soltanto in seguito alla ricapitalizzazione e allo sbarco in Borsa "saremo forti per valutare un'operazione con calma, prudenza e senza fretta. Un'operazione che sia paritetica, possibilmente con banche che abbiano la nostra stessa dimensione operativa".

Infine, Iorio ha commentato lo scandalo finanziario che ha travolto il presidente Gianni Zonin, indagato insieme ad altre cinque persone, tra cui il suo predecessore Samuele Sorato. Oltre a ribadire che un'eventuale azione di responsabilità sarà valutata soltanto quando "il quadro" dell'inchiesta sara' "definito e determinato", ha spiegato che la banca sta "contattando quel migliaio di clienti" privilegiati dai finanziamenti concessi per sottoscrivere l'ultimo aumento di capitale. L'obiettivo, ha detto, e' "trovare un accordo" e "fissare i criteri entro la fine dell'anno per far rientrare questi investimenti". 

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