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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Economia

Popolare di Vicenza: Consob su quota di Cattolica, crediti deteriorati e soci inferociti

Continua a rimanere molto difficile la situazione della Banca Popolare di Vicenza. La Consob vuole vederci chiaro sul valore della quota del 15% in Cattolica assicurazioni. Inoltre ci sarebbero crediti deteriorati per 355 milioni e Iorio ha dovuto affrontare la rabbia dei soci nell'Assemblea di lunedì

La Consob, il 19 gennaio scorso, ha  avviato un’ispezione allo scopo di «acquisire documenti e informazioni concernenti i rapporti» tra la Banca Popolare di Vicenza e la Cattolica Assicurazioni sulla "valutazione della partecipazione", pari al 15% delle quote della compagnia veronese.  Come riferisce la stampa specializzata, Bpvi valuta la quota 388,1 milioni (circa 14,7 euro ad azione) ma attualemnete in Borsa vale meno di 150 milioni (5,5 euro ad azione). "In occasione della semestrale al 30 giugno 2015 – nonostante già allora la quota valesse 186 milioni, meno della metà del valore contabile – la Bpvi aveva escluso una svalutazione facendo riferimento a una ripresa, nel corso del semestre, delle quotazioni in Borsa e a un incremento dei target price degli analisti, oltre che ai risultati e alle sinergie conseguite dagli accordi di partnership. A questo punto non è escluso che, in occasione dell’approvazione del bilancio, la Bpvi debba essere costretta a tagliare il valore di carico"  scrive Online-News

Preoccupa anche la qualità del credito, "con 355 milioni di crediti deteriorati in più maturati nel trimestre giugno-settembre (che hanno portato il totale dei crediti deteriorati netti dal 17,2 al 19% dei crediti netti alla clientela), e dagli elevati credit swap (nella seconda metà di gennaio in media sopra i 900 punti base a fronte dei circa 100 punti base di un paniere di titoli tripla B), segno che il mercato considera decisamente rischiosa la banca".


Nel corso dell'assemblea dei soci di lunedì, l'amministratore delegato Francesco Iorio ha dovuto affrontare la "disaffezione di soci e clienti, che ci portano in prospettiva a dati peggiori rispetto al piano industriale redatto nel mese di settembre, a causa di volumi ridotti rispetto alle nostre previsioni". Iorio ha comunqe confermato l’obiettivo di un utile di 200 milioni al 2018, pur interrotto da urla e fischi degli azionisti, "La trasformazione in società per azioni è un imbuto obbligato - ha risposto l'a.d. - non ci sono davvero altre possibilità. Liquidare la banca equivarrebbe ad azzerarne il valore. 

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