Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

La pioggia salva i campi vicentini: boccata di ossigeno per le colture

Cerantola (Coldiretti): “Per essere di sollievo la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non essere troppo intensa”

Dopo 60 giorni senza pioggia, finalmente sui campi vicentini è caduta l’acqua, per stanare il periodo di siccità che aveva già costretto gli agricoltori a ricorrere alle irrigazioni di soccorso. I terreni hanno avuto il giusto apporto idrico per salvare le piantine nella delicata fase vegetativa.

Boccata di ossigeno per ortaggi e verdure, kiwi, piante da frutto, fragole e vivai, fino ai prati per il foraggio, dopo lo shock termico causato dal brusco sbalzo di temperature passate.

“In pochi giorni siamo passati da un caldo semi estivo ad un freddo da pieno inverno, con notti sottozero e gelate in un saliscendi. Un clima impazzito – spiega il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – che mette a rischio i raccolti che in alcuni casi sono stati anche dimezzati – sottolinea Coldiretti Veneto”.

Interessata dalle perturbazioni l’area del Bacino Padano dove si produce 1/3 di tutto l’agroalimentare Made in Italy. Al Ponte della Becca nel Pavese il livello idrometrico è di quasi -2, metri, praticamente lo stesso registrato a fine agosto 2020, con la portata del più grande fiume italiano finita ben al di sotto delle medie di periodo (-48%) secondo Anbi. Situazione idrica di profondo rosso anche per i fiumi dell’Emilia Romagna, tutti abbondantemente sotto la media mensile, dall’Enza, al Secchia, dal Reno alla Trebbia che registra una portata di appena il 30% sulla media storica di aprile spiega Coldiretti. La carenza idrica riguarda anche il lago di Como – precisa la Coldiretti – al quale mancano poco più di 25 centimetri prima di raggiungere il minimo storico di sempre con un riempimento di appena il 21%.

“Le precipitazioni – conclude Cerantola – sono una manna dal cielo per gli agricoltori ma per essere di sollievo devono durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto i violenti nubifragi provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti”.

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