Giovedì, 13 Maggio 2021
Economia

Nuovo Dpcm, stretta sui locali: «Le attività sono esasperate»

Il commento del presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin: “Ci chiedono nuovi sacrifici, lo Stato dimostri di essere davvero vicino ai pubblici esercizi e alle attività costrette a chiudere con indennizzi concreti e veloci”

Il premier Conte ha illustrato oggi le misure del nuovo Dpcm in vigore da stasera a mezzanotte al prossimo 24 novembre. È previsto, tra l’altro, che bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie debbano chiudere alle ore 18. Inoltre, palestre, piscine, centri benessere e centri termali devono restare chiusi.

«Le attività sono esasperate – dichiara il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin – Queste nuove restrizioni provocano altri pesanti contraccolpi al giro dei consumi e ai fatturati. In conferenza stampa il premier Conte ha parlato di indennizzi, ma il rischio è che, come al solito, si debba registrare solo la durezza dei divieti e l’aleatorietà degli aiuti che restano generici».

Confcommercio Veneto chiede contributi a fondo perduto, crediti d’imposta per le locazioni commerciali e gli affitti d’azienda, moratorie fiscali e creditizie, accesso al credito semplificato, continuità degli ammortizzatori sociali, sburocratizzazione, supporti alla crescita.

«Solo con un piano organico possiamo sperare di resistere e attraversare questo nuovo deserto – sottolinea Bertin – Lo Stato dimostri di essere davvero vicino ai pubblici esercizi che devono contrarre il lavoro e alle attività che devono chiudere con indennizzi concreti e veloci. Il settore è già in ginocchio, si rischia di affondarlo per sempre! Mai come adesso servono fatti, il governo non indugi».

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