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Morti sul lavoro, triste primato in Vento: situazione tragica anche a Vicenza

L’osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre conferma l’emergenza in regione, anche nel primo trimestre 2018 il Veneto è terzo in Italia per numero di decessi, Vicenza si piazza al terzo posto tra le province venete

Nel 2017 in provincia di Vicenza i decessi registrati solo in occasione di lavoro, escludendo dunque quelli in itinere, sono stati 12, ponendola così al 19° posto tra le province italiane. I dati del 2018 non sembrano promettere un miglioramento.

“Da un decennio a questa parte il Veneto è sempre stato, purtroppo, ai primi posti in Italia per numero di decessi sul lavoro. E anche in questo 2018 sembra non smentire la tendenza. Con 17 vittime registrate da gennaio a marzo, è terzo nella graduatoria nazionale dopo Lombardia (29 morti) ed Emilia Romagna (18)”.
 

Così Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, ha raccontato l’emergenza durante il convegno organizzato venerdì 11 maggio da Vega Formazione al centro Cardinal Urbani di Zelarino, che ha accolto oltre 200 operatori della sicurezza aziendale del Nordest.

Questi gli ultimi numeri delle morti bianche elaborati dagli esperti dell’Osservatorio, sulla base di dati Inail. Una situazione che non tende a migliorare, dunque. Anzi, pare vada pericolosamente peggiorando.

E non volge positivamente nemmeno sul fronte dell’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. Perché, anche in questo caso il Veneto nei primi mesi dell’anno occupa il sesto posto in Italia, risalendo purtroppo dal settimo che occupava nel 2017.

Un incremento che si registra anche nel numero effettivo dei decessi: nel primo trimestre 2017 in effetti le vittime erano 15, mentre nel primo trimestre del 2018 si è arrivati a 17.
 

Quotidianamente nel nostro Paese c’è qualcuno che muore svolgendo il proprio lavoroconclude Rossatoe nulla pare possa scalfire le statistiche che puntualmente riportano dati pressoché invariati. I morti sono tantissimi. Troppi. Spesso vengono commentati come una tragica fatalità. Mentre sappiamo benissimo come siano il frutto di gravi lacune sul fronte della sicurezza aziendale”.

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