Montecchio, sciopero all'Arcese trasporti: in 22 rischiano il lavoro

La mobilitazione è stata lanciata giovedì e da venerdì mattina i dipendenti stanno picchettando i cancelli dell'impresa ad Alte. Adl Cobas: "Non si gioca sulla pelle dei lavoratori"

Il picchetto all'esterno della Alcese (foto Olol Jackson)

Proclamato lo stato di agitazione nei cantieri Arcese Trasporti di Montecchio Maggiore e Altavilla Vic.na, "stante l’assoluta mancanza di garanzie e chiarezza in merito al cambio di appalto susseguente alla disdetta data dalla cooperativa Libera, che lascerà l’appalto il 31 maggio" informa Adl Cobas. 22 lavoratori rischiano di perdere il posto e molti di loro sono a capo di famiglie mono reddito. 

"La disdetta è figlia della bocciatura da parte dei lavoratori, all’assemblea dei soci dello scorso 3 maggio, della proposta avanzata dalla cooperativa Libera di aprire lo stato di crisi, che avrebbe significato ulteriori sacrifici per gli stessi lavoratori - spiega il responsabile territoriale Olol Jackson - Avuto notizia dell’imminente uscita della coop. Libera da tutti i cantieri di Arcese Trasporti (oltre che nei due in provincia di Vicenza, ve ne sono altri a Bologna), le organizzazioni sindacali ADL Cobas e SI Cobas hanno chiesto un incontro urgente al committente al fine di gestire il cambio di appalto, richiesta alla quale Arcese Trasporti si è limitata a comunicare che “obiettivo della Scrivente sarà la continuità, lavorativa e occupazionale dei soci di Libera impiegati negli appalti”, impegnandosi a far mettere in contatto la nuova società subentrante, il consorzio Gaia, con le organizzazioni sindacali per la definizione del cambio d’appalto".

picchetto lavoratori-2"La discussione con il consorzio Gaia si è arenata su un punto ritenuto inaccettabile, ovvero la trasformazione dei rapporti di lavoro, tutti attualmente con contratti a tempo indeterminato, a tempo determinato per 6 mesi, con l’impegno di trasformarli a tempo indeterminato alla scadenza dei sei mesi - sottolienea Jackson - Questa richiesta è la classica furberia fatta sulla pelle dei lavoratori, per poter usufruire, da parte di Arcese Trasporti e del consorzio Gaia, dei famosi sgravi fiscali determinati dal Jobs Act. In pratica, quello che è stato chiesto è di accettare di far tornare i lavoratori in uno stato di precarietà e di ricattabilità per poter far guadagnare con questo giochetto migliaia di euro alle imprese sulla pelle dei lavoratori".

"Di fronte ad una situazione di questo genere - concludevAdl Cobas -  è evidente che l’unica cosa possibile è mettere in moto fin da subito una forte mobilitazione dei lavoratori affinché non si consumi sulla loro pelle l’ennesima porcheria orchestrata unicamente per far guadagnare centinaia di migliaia di euro alle imprese e, riteniamo con fondati motivi, per cercare di estromettere un sindacato scomodo, con il favore dei sindacati confederali, che l’altro giorno erano pronti a sottoscrivere un accordo del genere, scontrandosi con la ferma e determinata opposizione di ADL Cobas". 

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