Ipab Vicenza, lavoratori in agitazione: sit-in davanti alla Prefettura, pronta replica dell'ente

Lunedì mattina si sono dati appuntamenti in contrà Gazzolle per gridare il loro malessere e le loro preoccupazioni relativamente alle decisioni prese dai vertici della struttura. Alla mobilitazione hanno fatto seguito le dichiarazioni della dirigenza

"Stop alle esternalizzazioni e no alle riduzioni di personale", è questa la richiesta avanzata dai lavoratori e lavoratrici dell’Ipab di Vicenza sostenuti dai sindacati di Cigl, Cisl e Uil che lunedì mattinata si sono dati appuntamenti in contrà Gazzolle, davanti alla Prefettura di Vicenza, per dare vita ad una mobilitazione di protesta.

L'Ente, è intervenuto sulla questione spiegando come, sul tema  esternalizzazioni, sia stato proprio l’attuale CdA, guidato dal presidente Ermanno Angonese, ad aver invertito la rotta rispetto alle precedenti amministrazioni, in quanto convinto che l’investimento sul personale porti alla fidelizzazione dello stesso e ad un miglioramento della qualità del servizio erogato. "Semplicemente, non ci sono esternalizzazioni - dichiara l'Ente - A tal proposito, i sindacati non hanno altro esempio se non quello di un affidamento del servizio pedicure eseguito da una unica dipendente  che era previsto per un solo mese e a cui comunque non è stato dato seguito. La Oss, che di solito si occupa solo di pedicure, è stata adibita in via temporanea e per necessità urgenti ad aiutare, per qualche ora, i colleghi Oss nelle ben più gravose attività di cura della persona in quanto la carenza di personale nel settore, più marcata nel periodo estivo, rende impossibile reperire personale di assistenza per sostituzioni di malattie o altro".

"Lo strano interesse sindacale, per un appalto di un solo mese e per una sola persona, è legato al fatto che la Oss in questione è rappresentante sindacale - sottolinea l'Ente - con buona pace per quelle stesse organizzazioni sindacali che pongono l’uguaglianza dei lavoratori tra i propri valori fondativi, come ci è stato segnalato da molti dipendenti".

"Quanto al “Duro No a riduzioni di personale” – scrive Ipab – è solo un comodo slogan, peraltro falso, perché l’Ente sta procedendo, viceversa, ad assunzioni a tempo indeterminato. Per questo l’amarezza è maggiore in quanto nulla è stato valorizzato e comunicato in tal senso dal sindacato al personale. Forse manca la volontà di creare un clima costruttivo e di serenità nel personale che invece rimane in balia di messaggi destabilizzanti e negativi che lo spingono, allora si, a valutare scelte alternative all’Ipab di Vicenza. Non ci sembra davvero una mossa vincente da parte del sindacato".

Infine, sulla stabilizzazione dei precari subito la nota diffusa dall'Ente rileva "che tale stabilizzazione si basa solo su anzianità, e che quindi ci sarebbero alcuni precari più precari di altri, che non sarebbero assunti solo per qualche mese di anzianità in più. Volere la stabilizzazione non è proprio il modo migliore per garantire parità di diritti, che un tempo era un cavallo di battaglia sindacale. Al contrario, l’unica soluzione possibile per superare il precariato è il concorso pubblico e la conseguente graduatoria, che consentirà l’assunzione ad numero di dipendenti molto superiore rispetto alla stabilizzazione solo di alcuni".

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Nell'autunno caldo del lavoro, ieri è stato il turno dei dipendenti dell'Ipab. Poco più di cinquanta operatori socio sanitari hanno manifestato ieri mattina davanti alla prefettura per dire "no" alle riduzioni di personale, all'esternalizzazione dei servizi e per chiedere la stabilizzazione del personale impiegato nelle strutture per anziani della città. Questo l'elenco di rimostranze sventolato da Cgil, Cisl e Uil in uno stato d'agitazione che si protrae da fine giugno. Sebbene, proprio in questi giorni, sia ancora aperto il bando di concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di 15 figure professionali. «Ok il concorso, ma non è sufficiente, ci vorrebbe almeno il doppio dei posti - accusa Stefano Bagnara, Cgil funzione pubblica - l'annosa carenza di organico (sono 400 circa gli addetti in forze a Ipab, ndr) ha cominciato a creare serie difficoltà, complice l'aumento del carico lavorativo legato al Covid-19». Con la necessità per l'ente di destinare la quasi totalità degli Oss all'assistenza degli ospiti; servizi paralleli come parrucchiera, logopedia, fisioterapia o pedicure sono stati sospesi, rimarca Bagnara.«In particolare la pedicure, che era effettuata da un'operatrice, all'improvviso si è deciso di appaltarla a una ditta esterna, per un mese» attacca Bagnara, che con i colleghi di Cisl e Uil ha incontrato il prefetto. Critiche respinte da Ipab, che attraverso la direttrice generale Annalisa Bergozza ha inviato a contra' Gazzolle una lettera per chiarire i punti sollevati da sindacati. "Le doglianze sindacali sono paradossali in quanto contestano la decisione di assumere tramite concorso pubblico dopo che da più di dieci anni si assumeva solo a tempo determinato - scrive - senza tener conto che la stabilizzazione, trattandosi solo di 15 posti, aggraverebbe le disparità". Quanto al servizio di pedicure da esternalizzare "in concreto, con notevole sforzo, l'ente è riuscito peraltro a non ricorrervi". "Ipab di Vicenza (presieduta da Ermanno Angonese) non ha intrapreso esternalizzazioni - conclude Bergozza - anzi ha sospeso quelle in programma con le precedenti amministrazioni, non c'è alcuna riduzione di personale nelle dotazioni organiche e la stabilizzazione avverrà con lo strumento corretto del concorso».A sostenere i partecipanti al flash mob anche due volti noti: l'ex assessore Claudio Cicero («le famiglie chiedono risposte») e il consigliere comunale - ex FdI, ora gruppo misto - Andrea Berengo, che presenterà un'interpellanza. «La carenza di personale sta limitando la possibilità di visita dei familiari e il Comune - incalza Berengo - deve intervenire». © RIPRODUZIONE RISERVATA 

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