Taglio degli assegni per 66mila pensionati vicentini, Cgil: «Usati come un bancomat»

Con il cedolino del prossimo mese arrivano le due trattenute annunciate per chi percepisce importi tre volte superiori alla pensione minima. Di Girolamo (segreteria Spi Cgil Veneto): «questo è il governo del peggioramento»

A Giugno arriva la scure del governo sulle pensioni. Dopo le elezioni europee entrerà infatti in vigore l’emendamento con cui l’esecutivo Conte ha deciso di tagliare le rivalutazioni e che ha già fatto mobilitare i sindacati nei mesi scorsi. Una nuova manifestazione nazionale conro il provvedimento è gia prevista per sabato 1 giugno nella capitale e nel frattempo anche il sindacato pensionati veneti della Cgil scende sul piede del guerra.

«Questo provvedimento andrà a penalizzare oltre 400 mila pensionati veneti (circa un pensionato su tre), quelli che hanno assegni lordi tre volte superiori alla pensione minima (circa 500 euro lordi mensili)», spiega il sindacato che aggiunge: «Il governo intende chiedere ai nostri pensionati il conguaglio per i mesi di gennaio, febbraio e marzo quando il taglio non era ancora entrato in vigore e quindi gli assegni previdenziali avevano ottenuto la piena rivalutazione».

Secondo Giuseppe Di Girolamo, della segreteria dello Spi Cgil del Veneto «il governo “del cambiamento” utilizza ancora una volta gli anziani come bancomat, andando a calcolare un conguaglio nei confronti del quale abbiamo già espresso la nostra totale contrarietà che ribadiremo il 1° giugno alla grande manifestazione unitaria di piazza San Giovanni a Roma»

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Gli oltre 400 mila pensionati Veneti interessati al provvedimento sono distribuiti in tutte le province: 66 mila e 500 a Vicenza, circa 81 mila a Venezia, 76 mila a Padova, 73 mila a Verona, 66 mila e 800 a Treviso, 20 mila a Belluno e 19 mila a Rovigo. Tutti pensionati che portano a casa assegni superiori ai 1.500 euro lordi al mese.  «Non solo è stata tradita ancora una volta la fiducia dei pensionati italiani con una scelta profondamente ingiusta per fare cassa – continua Di Girolamo – ma ora arriva anche un conguaglio che sa di scherno ancor più considerando che verrà attuato dopo le elezioni europee. Il 1° giugno in piazza faremo sentire forte la nostra voce anche nei confronti di questa ingiustizia»

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