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Martedì, 18 Giugno 2024
Economia Montecchio Maggiore

Busta paga ridotta alla Fis? È scontro fra sindacati

La proposta avanzata dall'impresa di un alleggerimento del mensile viene interpretata in maniera diversa tra le varie sigle: che da giorni non se le mandano a dire

C'è ancora maretta fra le organizzazioni sindacali per la vicenda «della cancellazione del premio di compartecipazione e produttività» che riguarderà i lavoratori dei tre stabilimenti della Fis (il quartier generale di Montecchio Maggiore, la sede ex Zambon a Lonigo e la distaccata molisana a Termoli in provincia di Campobasso). Non più tardi di ieri 17 maggio Vicenzatoday.it aveva reso nota la presa di posizione di una parte dei delegati sindacali (gli Rsu) di Termoli. Una componente che fa capo alle sigle «Femca-Cisl Molise, Uiltec-Uil Molise e le Rsu di Femca e Uiltec». Questa compagine aveva bocciato la proposta di compensazione proposta dall'azienda, che per ragioni varie, vuole eliminare il premio pari a 6000 euro annui per una posizione media con una compensazione di 1300 euro sempre all'anno. Sempre ieri nel tardo pomeriggio è stato diramato un volantino della Filctem-Cgil molisana che pur non entrando nello specifico delle cifre in ballo prende le distanze proprio da Femca e Uiltec Molise.

Più nel dettaglio la Filctem fa sapere che la contrarietà all'accordo espressa dalle due sigle non può essere descritta come una bocciatura tout-court giacché la decisione definitiva spetta solo alle assemblee dei lavoratori che in fabbrica sono chiamati a pronunciarsi sul punto. Per vero Femca e Filctem avevano menzionato espressamente la fase formale del voto, ma leggendo tra le righe il comunicato della Filctem si arguisce che quest'ultima giudichi fuorviante la tesi propugnata da Cisl e Uil. Di più sempre la Filctem del Molise precisa che con lo sciopero del 9 maggio organizzato dalle Rsu a Mintecchio l'azienda alla fin fine sia dovuta giungere a un compromesso accettabile per le parti nonostante qualcuno in maniera improvvida abbia cercato di impedire o depotenziare quello sciopero proprio mentre la protesta era in corso.

In questa girandola di botta e risposta oggi pomeriggio si è inserita pure la Usb, una sigla di base di base che punta ad entrare in forze nella Rsu di Fis che tra Montecchio, Lonigo e Termoli conta «2100 dipendenti». Il titolo del dispaccio diramato oggi è laconico: «Non ci si vende per una mancia».

La nota, rispetto a quella della Cgil-Filctem molisana entra un po' più nel dettaglio dei numeri. Si legge infatti che alla «fantomatica» proposta integrativa avanzata dalla Fis (che è pari a quattromila euro annui) vanno sottratti i 1200 euro già intascati dai dipendenti lo scorso anno. Il rimanente, tra decurtazioni varie, tassazione aumentata e benefit che non sono moneta sonante, è appunto pari «ad una miseria di circa 1300 euro annui» fa sapere Claudio Germano Raniero, segretario regionale dell'Usb ai taccuini di Vicenzatoday.it: il quale che ricorda altresì che per ai lavoratori dell'impianto di Lonigo toccherà una ulteriore decurtazione del 15%.

Per questo la stessa Usb ha deciso di mantenere «lo stato di agitazione» dicendosi ovviamente contraria alla proposta aziendale che invece sembra essere vista con favore dalla Filctem molisana. «Siamo arrabbiatissimi - conclude il segretario - perché qualcuno, senza autorizzazione, ha rimosso dal piazzale della Fis di Montecchio le bandiere della nostra sigla lasciate proprio su quel perimetro il giorno dello sciopero del 9 maggio» (in foto un momento del picchetto). Un torto che nel mondo sindacale equivale ad uno sgarro condito da una totale mancanza di rispetto. La prossima settimana dovrebbe arrivare il pronunciamento definitivo dei lavoratori in merito alla proposta avanzata dall Fis. A quel punto si saprà se le Rsu ritireranno lo stato di agitazione o se, qualora l'impresa proceda col suo intento, si procederà con altre astensioni dal lavoro o con altre modalità di lotta.
 

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