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Venerdì, 26 Novembre 2021
Economia

Green pass nei locali, i ristoratori dicono No: "Non siamo controllori"

"Il modello francese sta portando gli imprenditori in piazza e in Russia i ristoranti sono vuoti"

«Siamo ristoratori, non controllori». Recita così la locandina che i circa1.500 soci dell’associazione Ristoratori Veneto, nata nel giugno scorso, stanno esponendo da stamattina all’interno dei loro locali per protestare contro l’ipotesi d’introdurre l’obbligo del green pass per i clienti di ristoranti e bar sull’esempio del modello francese.

«Con l’iniziativa #iononcisto vogliamo difendere il diritto al lavoro della nostra categoria e ricordare che aprire con il Green Pass significa di fatto chiudere — spiega Alessia Brescia, portavoce dell’associazione —L’obbligo del Green Pass per recarsi nei locali farebbe ricadere su di noi l’onere del controllo e oltre a sottoporre gli imprenditori al rischio di stop forzati avrebbe un effetto devastante sul lavoro stesso: nei Paesi dove regole simili sono state introdotte, ad esempio la Russia, i ristoranti sono vuoti, mentre in Francia i ristoratori si preparano a manifestare e in Germania quell’ipotesi non è passata».

Le attività da tutto il Veneto che aderiscono all’associazione — l’iniziativa #iononcistosta avendo riscontri anche fuori regione — espongono da oggi una locandina in cui si afferma «il diritto di scegliere». Secondo Ristoratori Veneto & Ho.re.ca., «il contesto storico in cui si valuta l’obbligo del Green Pass vede una clientela sempre più abituata a ordinare da casa o a sfruttare il take-away. Inoltre molte persone potrebbero non accettare l’imposizione e scegliere di rimanere a casa. Il diritto alla salute è sacrosanto ma esiste anche il diritto a scegliere. Il Governa sta aprendo a una soluzione che ricadrebbe ancora una volta come un macigno sulla nostra categoria finendo per penalizzarne l’intero indotto». 

LOCANDINA NO AL GREEN PASS NEI LOCALI-2

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