Vivian a capo dell'Aim: «Lavorerò al dossier fusione» ma glissa sui trascorsi giudiziari

É questo il primissimo commento del nuovo amministratore unico di San Biagio

Gianfranco Vivian (foto FB)

 «Sono contento dell’incarico ricevuto dal sindaco di Vicenza Francesco Rucco, civico a capo di una coalizione di centrodestra. Ora dovrò prendere contatto con la dirigenza aziendale per dare corpo all’agenda di lavoro».

Ad esprimersi in questi termini è il ragionier Gianfranco Vivian.

CHI E' GIANFRANCO VIVIAN

Area Lega nord, con importanti incarichi di partito nei primi anni duemila, una serie infinita di incarichi di prestigio come revisore dei conti in società private e pubbliche di mezzo Veneto, il professionista berico è da stamani il nuovo amministratore unico di Aim. Succede al professor Umberto Lago, il quale era stato nominato durante la precedente consiliatura guidata dal centrosinistra.

Allora Ragionier Vivian, quali sono le sue impressioni a caldo dopo la nomina voluta dal primo cittadino?

«Sono lieto che la scelta sia caduta sul sottoscritto. Anche in ragione della lunga esperienza maturata negli anni».

Aim è una multi-utility importante. Per mesi, quando a Vicenza governava il centrosinistra e quando la giunta era retta dal democratico Achille Variati si parlò a lungo di una possibile fusione con la sua cugina veronese Agsm. Recentemente sui media locali l’ex amministratore unico Lago ha anche parlato della situazione della controllata Sit che ha dato molti pensieri sia ai vertici di San Biagio sia alla giunta. Si tratta di dossier che saranno presi in mano subito da lei? Ce ne sono altri che meriteranno una attenzione particolare?

«Io sono appena arrivato, comunque la eventuale fusione di Aim andrà valutata attentamente. Sicuramente questo è un ambito in cui bisognerà lavorare sodo».

Senta ragioniere, lei nel lontano 1984 fu protagonista di una vicenda spinosa. Venne coinvolto in una operazione antimafia. Come si concluse quella vicenda? Con un proscioglimento?

«Sì, fui prosciolto senza nemmeno che si giungesse alla fase istruttoria».

Nel 2003 lei fu al centro di una burrasca politica in consiglio comunale di Vicenza. La Lega all’epoca la proponeva come revisore dei conti del Comune. Poi ci fu l’intervento di alcuni consiglieri di minoranza e di quello del Carroccio Franca Equizi che ritenevano quella nomina eticamente poco opportuna per i suoi trascorsi giudiziari. In quella occasione infatti ci fu chi disse che lei aveva patteggiato una pena per appropriazione indebita, cosa che confermò al Giornale di Vicenza nel 2012. Altri sostennero che addirittura vi fosse una sentenza passata in giudicato. Come stanno le cose?

«Guardi non voglio commentare. Quella fu una boutade della allora consigliera Equizi».

Sì però l’allora capogruppo del Carroccio Manuela Dal Lago fu costretta a cambiare cavallo. Ci furono polemiche in aula e pure nei corridoi. Qui non si sta discutendo se quei trascorsi costituiscano o meno una condizione ostativa al suo incarico, perché non lo sono sul piano della legittimità. Si sta solo chiedendo un chiarimento perché la politica è fatta anche di questioni d’opportunità. O no?

«Mi scusi. Io ho una lunga storia professionale, non intendo dire alcunché in merito a questo argomento».

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