Economia

«Fottitutto»: i tabù del sindacato svelati «da un insider»

C'è molto Veneto e molto Vicentino (compresi i retroscena sul senatore ex Cisl Giorgio Santini) nell'ultima fatica che Salvatore Livorno, dirigente prima della Cgil e poi della Uil, svela nel suo libro in stampa da pochi giorni. Ma l'autore avvisa: «Vanno seriamente riformate, certo non cancellate, le organizzazioni di chi rappresenta i lavoratori»

Il dirigente sindacale Salvatore Livorno (foto Marco Milioni)

Salvatore Livorno è un dirigente sindacale noto al grande pubblico perché nel 2019 scrisse con Gianluca Zanella «Quanta bella monnezza», un libro dedicato al lato oscuro della gestione dei rifiuti nel «Mitico nordest». Dopo un anno Livorno, che è di origini napoletane ma da tempo vive a Dolo nel Veneziano, affronta nuovamente una fatica letteraria e lo fa con «Fottitutto» edito dalla siciliana «Spazio cultura edizioni». Un libro che usa un «titolo provocatorio» per denunciare «da insider» le storture del sindacato, specie quello confederale, ma anche per ragionare «in modo tanto serio quanto necessario» sulle riforme alle quali la rappresentanza dei lavoratori dovrebbe andare incontro non solo per rimanere al passo coi tempi ma proprio difendere le istanze, specie dei più deboli, proprio in una classe lavoratrice che «oggi più che mai» si trova non di rado priva di punti di riferimento un tempo «ben più facilmente percepibili».

Ad ogni buon conto Livorno in questa sua sgroppata nella storia più o meno recente del sindacato rivolge il suo sguardo anche a quel sistema di vasi comunicanti che da anni vede in connessione diretta la triplice e la politica. E lo fa dedicando un ampia parte del suo libro a Giorgio Santini, il sindacalista marosticense (per anni ai vertici nazionali della Cisl) noto alle cronache per avere occupato gli scranni senatoriali di palazzo Madama dal 2013 al 2018.

Un passaggio dal sindacato alla politica «che venne annunciato» in un «lussuoso albergo» ad una cerchia ristretta ossia al «gruppo dirigente della Cisl del Veneto per chiedere sostegno, vista la sua imminente... discesa... in politica nelle fila del Partito democratico». Una discesa in campo che a dire di un anonimo dirigente sentito da Livorno andava in qualche modo censurata non per la discesa in campo in sé ma perché Santini avrebbe detto, durante una precedente riunione politica, «che sarebbe stato candidato con il movimento politico dell'ex presidente del consiglio Mario Monti» da sempre su posizioni distanti da quelle del sindacalismo tradizionale anche se poi lo stesso Santini aveva scelto il Pd, così si legge nel libro, poiche? la compagine democratica «gli dava maggiori garanzie circa la sua elezione». E ancora Livorno parla diffusamente degli incontri riservati in cui Santini «istruiva» i dirigenti sindacali di varie sigle ma vicini all'area del Pd.  

Per di più il Veneto è uno dei veri protagonisti del racconto di Livorno che con sfaccettature diverse racconta retroscena ed episodi o distilla considerazioni lampo rispetto a personaggi che hanno fatto la storia sindacale, comunque la si giudichi del Nordest anche se nati altrove: da Cesare Damiano (che amava «le belle cose») a Pier Paolo Baretta («più fortunato» in politica di Santini giacché è stato anche membro del governo e non solo del parlamento), da Giovanni Faverin (l'«ex infermiere piu? potente d'Italia) forse protagonista di «un regolamento di conti» interno alla stessa Cisl, a Giuseppe Turudda (in passato segretario veneto della Cgil) per chiudere con Giovanni, «Nanni per i compagni di battaglia», Nalesso: già partigiano nonché «mitico» segretario generale della Cgil patavina durante gli anni '60. L'autore però in una lunga intervista rilasciata alle telecamere di Vicenzatoday.it puntualizza un concetto: «Non si può fare a meno del sindacato». Le organizzazioni vanno seriamente «riformate anche dal basso»» perché mai come adesso c'è bisogno di un sindacato autorevole che tuteli i lavoratori rispetto ad una serie di diritti che si stanno via via perdendo». Parole precise che in qualche modo vanno lette anche alla luce della recente presa di posizione pro mercato avanzata da Confindustria.

GUARDA LA VIDEO INTERVISTA A SALVATORE LIVORNO

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