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Il deputato Carla Ruocco del M5S, attualmente presidente della commissione bicamerale per i rovesci bancari (repertorio Today.it)

Il deputato Carla Ruocco del M5S, attualmente presidente della commissione bicamerale per i rovesci bancari (repertorio Today.it)

Fir, i ritardi nei ristori? «Confermati dalla commissione bicamerale sulle banche»

L'associazione «Noi che credevamo nella banca popolare di Vicenza» rimarca la correttezza delle doglianze espresse in passato in materia di indennizzi ai risparmiatori e le suffraga con la recente presa di posizione dell'onorevole Ruocco

La deputata napoletana Carla Ruocco, presidente per conto del M5S della commissione bicamerale sui rovesci bancari vuole indagare sulla reale natura dei motivi alla base del ritardo nei ristori patito dai cosiddetti azionisti azzerati nell'ambito del crac delle ex popolari del centro e del nord Italia a partire da BpVi e Veneto Banca. A rendere nota l'iniziativa della deputata è stato Luigi Ugone, presidente della associazione «Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza» con un breve video messaggio pubblicato ieri 3 aprile 2021.

PARLA UGONE
Ieri per l'appunto è stato Ugone (che nel suo videomessaggio, cita un lancio della agenzia di stampa italo-americana MF Dow Jones News), a richiamare l'attenzione dei suoi associati rispetto ad un tema che era stato sollevato dalla stessa Ruocco il 30 di marzo, proprio durante la seduta della commissione presieduta dalla deputata partenopea. Quest'ultima peraltro sempre il 30 di marzo sulla sua pagina Facebook aveva commentato i lavori con un breve ma duro intervento. Intervento che è stato incentrato anche sulle lungaggini che i cosiddetti risparmiatori azzerati hanno dovuto sopportare e stanno sopportando per accedere alle somme destinate per legge ai ristori, che provengono dal «Fondo per l'indennizzo dei risparmiatori» colpiti dai crac bancari recenti, «meglio noto come Fir». Durante il suo intervento Ugone ha finito per togliersi parecchi sassolini dalle scarpe. La sua associazione infatti, a differenza di altre, aveva lungamente calcato la mano sui ritardi dei rimborsi. Altri gruppi invece erano stati più prudenti nelle critiche nella gestione degli indennizzi che la legge ha affidato peraltro a una società statale, la Consap. Il fatto che tali ritardi siano stati denunciati dal presidente della Commissione per i crac bancari ha permesso a Ugone di rimarcare la bontà delle lamentele espresse in passato dal coordinamento al quale appartiene.

LA BACCHETTATA DELLA DEPUTATA
«I risparmiatori truffati - puntualizza su Facebook Ruocco dove il suo intervento è stato assai apprezzato dagli internauti - hanno bisogno di risposte. Le gravi violazioni commerciali ed operative attuate dalla stessa banca hanno portato negli anni una mole di reclami e contestazioni, anche giudiziarie, da parte di azionisti, clienti e altre controparti. Secondo i Commissari liquidatori la Popolare di Vicenza è coinvolta in 272 giudizi pendenti ed è notizia odierna che non sono ravvisabili prospettive di risarcimento dei creditori chirografari».

Poi un'altra considerazione nella quale si distilla un giudizio non troppo lusinghiero sul piano di salvataggio allora concepito dal governo retto da forze centriste e di centrosinistra tra il 2017 e il 2018: «Sugli indennizzi a favore dei risparmiatori truffati, la Commissione Banche ha già avviato una attività di approfondimento sulla gestione del Fir... A fronte di una dotazione di 1,5 miliardi di euro, ad oggi, puntualizza l'esponente del M5S - purtroppo sono stati erogati indennizzi per un importo complessivo di circa 20 milioni di euro».

Le audizioni in Commissione dei commissari liquidatori delle banche venete hanno ampiamente evidenziato, spiega in ultimo la deputata campana che «Intesa Sanpaolo ha acquistato per un euro solamente le attività buone delle due banche», lasciando in liquidazione coatta amministrativa (procedura nota come Lca) gli attivi meno performanti o problematici. Peraltro la stessa Intesa Sanpaolo «ha finanziato» entrambi le operazioni Lca che riguardarono BpVi e VeBa «con prestiti garantiti dallo Stato».

In ragione di tutto ciò Ruocco spiega che la commissione bicamerale da lei presieduta «è rimasta attonita, a fronte delle dimensioni delle liquidazioni in corso, dal disegno normativo ed dal ruolo assunto dallo Stato nella gestione dei default delle banche venete. Per questo farà luce sull'andamento della procedura di liquidazione nonché sui ritardi accumulati dal Fir nel corrispondere gli indennizzi ai risparmiatori. I risparmiatori hanno diritto ad essere risarciti», tuona la Ruocco, la quale definisce «inaccettabili i ritardi finora accumulati». In realtà, come rimarca nel suo video-messaggio Ugone, qualche passo avanti rispetto al passato è stato compiuto anche se la dilazione che si è materializzata sino ad oggi ha lasciato molto amaro in bocca ai piccoli risparmiatori.

«PICCOLI CLIENTI» COLPITI, I GRANDI NO
Ad ogni buon conto sullo sfondo delle dichiarazioni di Ruocco e di Ugone rimane quanto è emerso dai lavori della Commissione (i cui lavori sono interamente consultabili nella audio-videoregistrazione messa a punto dalle Camere). La sessione è stata definita dai commissari di un certo qual peso anche perché sono stati auditi Giustino Di Cecco, Claudio Ferrario e Francesco Schiavone Panni ossia i commissari liquidatori di BpVi. Come ricorda anche Vicenzapiu.com, Di Cecco si è soffermato a più riprese sulla situazione dei clienti che erano stati raggirati con le cosiddette baciate, vale a dire con quella procedura vietata dalla norma per cui la banca finanzia un cliente il quale a sua volta con una parte di quel finanziamento acquista azioni dello stesso istituto.

«All'atto della nostra nomina, il 55% dei clienti che avevano finanziamenti correlati erano clienti in bonis», ovvero clienti per così dire sani, che non avevano particolari problemi a restituire quanto loro prestato, ha spiegato Di Cecco alla commissione. Si tratta di uno squilibrio il quale, alla luce delle cifre vagliate dai commissari liquidatori, dimostra che «erano i più piccoli a pagare e non i più grandi» ha commentato in ultimo lo stesso Di Cecco. Detto in parole povere le maggiori risorse per tenere in piedi una banca che stava collassando sono state drenate a danno dei piccoli risparmiatori mentre i grossi clienti dalla banca in termini di erogazioni hanno avuto molto di più di ciò che hanno reso per ripagare le linee di credito ottenute.

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