Ugone sul Fir: «Il governo non rallenti i tempi degli indennizzi»

Il presidente della associazione «Noi che credevamo nella BpVi» chiede all'esecutivo di non allungare la trafila dei controlli sui ristori dovuti ai risparmiatori colpiti dal collasso delle ex popolari venete: «Ci sono già le autocertificazioni. Chi le presenta si assume le sue responsabilità davanti alla legge»

Una protesta di piazza dopo il tracollo delle azioni della ex BpVi (repertorio, foto di Marco Milioni)

L'associazione Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza e in Veneto Banca non più tardi di ieri 3 luglio ha diramato una brevissima nota nella quale il presidente Luigi Ugone spiega che la stessa associazione ha avviato una serie «di contatti romani di livello istituzionale» per portare all'attenzione del governo il problema degli indennizzi che (mediante un apposito fondo detto Fir) spettano per legge ai piccoli risparmiatori colpiti dai collassi bancari, tra gli altri, delle ex popolari venete. Ugone, il quale due giorni fa ha affidato il suo pensiero anche a un video-messaggio, spiega che l'iter potrebbe essere caratterizzato da un ulteriore ritardo nelle erogazione degli indennizzi «a causa dei controlli sulle pratiche» che il governo ha annunciato di voler effettuare prima che i fondi vengano erogati. In più di una occasione infatti le associazioni avevano avuto segnali dall'esecutivo, soprattutto dal precedente, che i rimborsi sarebbero stati in qualche misura resi automatici lasciando ad una fase successiva i controlli sulla regolarità delle pratiche. «La questone di fondo - rimarca Ugone - è che i risparmiatori hanno avviato le pratiche con tanto di autocertificazione assumendosi peranto anche tutte le responsabilità, ovviamente anche di fronte alla legge penale, di eventuali dichiarazioni mendaci. A questo punto - aggiunge il presidente - anche in considerazione delle difficoltà economiche in cui versano le centinaia di migliaia di famiglie colpite dai collassi bancari e ora dalla emergenza Covid-19, riteniamo che l'esecutivo dobba riflettere senza indugio sulla scelta dei controlli ex ante». In questo momento la richiesta della associazione non avrebbe avuto molto ascolto presso le istituzioni «con l'unica eccezione della presidenza della giunta regionale del Veneto capitanata dal presidente Luca Zaia» un soggetto però che non ha alcun potere decisionale al riguardo.

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