Troppe aziende attive rispetto alle restrizioni del Dpcm: "Pronti alla mobilitazione"

"E' necessaria una forte azione delle Prefetture e della Guardia di finanza per vigilare affinché solo le attività essenziali possano continuare a produrre; no alle scorciatoie"

Filcams, Femca e Uiltec Veneto annunciano la mobilitazione rispetto alle maglie larghe delle prefetture: "Si pensi prima alla salute dei lavoratori e delle loro famiglie"

I sindacati, già in data 23 marzo, avevano inoltrato una lettera a tutte le Prefetture, denunciando la necessità di chiarimenti rispetto all’emanazione del Dpcm recante “misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus sull’intero territorio nazionale”, evidenziando preoccupazione sul fatto che il decreto non teneva conto, se non in modo parziale, delle istanze e delle necessità che Cgil, CIsl e Uil nazionali avevano posto all’attenzione dell’esecutivo.

"Dichiarammo allora che sarebbe stata nostra cura evidenziare tutte le criticità che avremmo riscontrato nelle aziende di nostra competenza", sottolineano i segretari veneti Michele Corso, Stefano Zanon, Giampietro Gregnanin.

Il successivo Dpcm (del 25 marzo), a cui è seguita la lista dei codici Ateco, "Sembrava aver fatto chiarezza in merito alle produzioni ritenute essenziali per la collettività - precisano - Siamo ora a constatare che tale lista sta per essere stravolta da quello che è un vero e proprio tentativo di eludere la volontà del decreto che andava verso la salvaguardia della salute pubblica. Sono infatti 70.000 le aziende che in Italia hanno chiesto alle Prefetture di competenza la deroga allo stop alla produzione. 14.000 risultano quelle nel Veneto ed una parte importante di queste riguarda le aziende di competenza di Filctem, Femca e Uiltec".

"Siamo fortemente convinti che la difesa della salute dei lavoratori venga prima di tutto - concludono - è quindi necessaria una forte azione delle Prefetture e della Guardia di finanza per vigilare affinché solo le aziende essenziali possano continuare a produrre; scorciatoie non ne possono esistere. Vanno pienamente rispettati i codici Ateco e le misure previste dal protocollo firmato fra Governo, parti sociali e parti datoriali il 14 marzo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro. In mancanza di risposte ci mobiliteremo per assicurare la garanzia del diritto costituzionale alla salute individuale e collettiva".

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