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Domenica, 25 Febbraio 2024
Economia

Ex popolari venete, spiragli sugli indennizzi Fir

Montecitorio ha appena varato il provvedimento che proroga il funzionamento della commissione speciale che eroga i ristori per i risparmiatori colpiti dal collasso degli istituti del Nordest. L'associazione «Ezzelino III da Onara» si dice fiduciosa per il risultato parziale ma ora occorre «il sì del Senato nonché un decreto legge da parte di palazzo Chigi» affinché gli ultimi rimborsi vadano a destinazione

«Apprendiamo con piacere la notizia secondo la quale in queste ore alla Camera dei deputati in prima lettura è passato il provvedimento che proroga al 31 dicembre 2022 i lavori della Commissione tecnica speciale chiamata ad erogare i ristori del fondo Fir, fondo dedicato a coloro che hanno il diritto di percepire gli indennizzi previsti dalla legge perché colpiti dal collasso delle ex popolari a partire da Banca popolare di Vicenza e Veneto banca». Comincia così un breve dispaccio diramato ieri 27 luglio da Patrizio Miatello, presidente della  «Ezzelino III da Onara», una delle associazioni che tutela i risparmiatori investiti dal crollo delle ex popolari del Nordest e non solo del Nordest. «Si tratta - scrive Miatello che si riferisce ad una votazione di Montecitorio avvenuta ieri - di una proroga che in questi ultimi giorni abbiamo chiesto con forza, anche grazie alla nostra trasferta a Roma, affinché le Camere, prima del loro scioglimento, abbiano il tempo di apportare le eventuali modifiche di legge per salvare la somma residua accantonata pari a 300-500 milioni di euro che si spera sarà ripartita a beneficio dei risparmiatori vittime già accertate nelle more dei procedimenti avviati dalla commissione ministeriale ad hoc».

Appresso un'altra precisazione: «Si tratta de facto di una integrazione economica che si spera sia addizionata all'iniziale indennizzo, somma extra che giustamente potrebbe anche essere utilizzata per integrare gli stessi indennizzi, per molti magari esigui, perché i richiedenti non avevano avuto il tempo di produrre tutta la corposa documentazione richiesta dal Ministero dell'economia ai fini della erogazione dei ristori di specie. Va ricordato infatti che spesso si sono registrati ritardi in primis perché sono state le banche a fornire troppo lentamente le carte richieste dagli ex clienti o dagli aventi titolo».

Poi la chiusa: «A questo punto ci auguriamo che in parlamento l'iter grazie al quale dovremmo ottenere questa agognata proroga per il funzionamento della commissione possa andare a buon fine al Senato. E che con il prossimo decreto legge - scrive il presidente dell'associazione - che dovrebbe essere votato dal Consiglio dei ministri, vengano inserite quelle modifiche utili per salvare e alleviare le sofferenze dei  risparmiatori vittime innocenti del collasso delle ex popolari. In questo senso vogliamo ringraziare il ministro per i rapporti col parlamento Federico D'Incà nonché il presidente della commissione bilancio a palazzo Madama Daniele Pesco, per il continuo e costante impegno dimostrato pur a fronte delle oggettive difficoltà della attuale situazione». In sintesi, spiega Miatello ai taccuini di Vicenzatoday.it occorre attendere «il sì del Senato nonché un decreto legge da parte di palazzo Chigi».

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