Conceria "in pensione" evade il fisco per 330mila euro

L'imprenditore, S.G., 69 anni, di Zermeghedo, è stato denunciato per omessa dichiarazione e dichiarazione infedele

I finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza, nei giorni scorsi, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Vicenza, finalizzato alla confisca di beni e disponibilità finanziarie intestate a una società di capitali, operante nel settore della concia ma da tempo inattiva, e delle disponibilità – anche “per equivalente” – del suo amministratore, per un valore complessivo di  334.774 euro.

Fornitori fantasma

Le attività investigative che hanno portato al sequestro erano state avviate nel settembre 2017 dalle Fiamme Gialle di Arzignano ed erano state sviluppate nell’ambito di una verifica fiscale nei confronti di una società a responsabilità limitata; lo svolgersi delle indagini aveva fin da subito palesato gravi anomalie nei valori riportati in contabilità e successivamente fatti confluire nelle relative dichiarazioni dei redditi. La società, infatti, risultava aver dedotto costi afferenti a fatture che, a richiesta dei militari, non erano state esibite dal contribuente (S. G., classe 1950, di Zermeghedo) o per le quali non era stato nemmeno possibile individuare il fornitore, a causa di annotazioni estremamente generiche nel registro i.v.a. degli acquisti.

Con tale meccanismo illecito, la società ha potuto sottrarre a tassazione diverse centinaia di migliaia di euro, con un’I.RE.S. evasa per 174.808,05 euro e conseguente superamento delle soglie di rilevanza penale stabilite dall’art. 4 del D.lgs. 74/2000 (“Dichiarazione infedele”).

Nessuna dichiarazione

La verifica fiscale eseguita dai militari della Guardia di Finanza di Arzignano ha consentito, altresì, di appurare anche l’omessa presentazione della dichiarazione I.V.A., che, sulla scorta dei valori ricostruiti dai Finanzieri nel corso delle indagini, ha comportato un’evasione di tale imposta pari a 159.936,65 euro, con superamento, anche in questo caso, della soglia di rilevanza penale prevista dall’art. 5 del D.lgs. 74/2000 (“Omessa dichiarazione”).

Il sequestro

Gli elementi probatori così raccolti hanno permesso alle Fiamme Gialle di denunciare l’amministratore della società alla Procura della Repubblica di Vicenza, avanzando contestuale specifica proposta di sequestro preventivo finalizzata a porre sotto vincolo cautelare l’equivalente delle imposte evase. Il quadro probatorio portato all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria è stato condiviso dal G.I.P. presso il Tribunale di Vicenza che ha accolto la richiesta di sequestro preventivo per equivalente presentata dalla Procura della Repubblica di Vicenza disponendo il sequestro preventivo del profitto del reato nei confronti dei beni e delle disponibilità finanziarie della società e dell’indagato di 334.774 euro.

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