Economia Montecchio Maggiore

«Fondo donazioni» in capo a due sindacalisti? Esposto dell'Usb

La sigla di base ha chiesto l'intervento della Guardia di finanza berica affinché chiarisca le dinamiche dei flussi e della gestione di una sorta «di cassa peota» che sarebbe stata affidata ad un paio di componenti della Rsu della Fis

Per più di una decina d'anni un paio di sindacalisti della Rsu interna alla Fis di Montecchio Maggiore avrebbe avuto le chiavi «di una sorta di cassa peota» ovvero di un «fondo donazioni», alimentato senza una precisa traccia contabile, da una importante impresa vicentina attiva nella gestione dei distributori automatici di vivande. Che avrebbe operato sulla scorta del fatto che la stessa Fis, quando ancora era di proprietà della famiglia Ferrari, non avrebbe chiesto alla ditta incaricata di far funzionare le macchinette del caffé alcunché per gli allacciamenti dei dispositivi. Così una somma di seimila euro all'anno sarebbe finita in un fondo speciale per l'appunto gestito da due sindacalisti ossia due componenti storici della Rsu ovvero della rappresentanza unitaria aziendale. A chiedere di verificare la veridicità delle voci raccolte nello stabilimento della città castellana è il segretario veneto del sindacato di base Usb Claudio Germano Raniero. Il quale ha indirizzato alla Guardia di finanza di Vicenza una dettagliata segnalazione. L'esposto risale al 7 giugno 2024. Tuttavia la novità sarebbe circolata in queste ore tra i dipendenti: proprio mentre questi ultimi stanno votando un referendum interno. Col quale si sta passando al vaglio la proposta della Fis di comprimere il premio di partecipazione.

IL CASO
Il caso del fondo indennizzi per vero, anche se in maniera appena appena accennata, aveva già fatto capolino in un servizio di Vicenzatoday.it del 17 maggio. In quell'approfondimento più che altro si faceva riferimento alla querelle tutt'ora in corso (con tanto di picchetto) tra lavoratori e ditta, per il cosiddetto caso della busta paga alleggerita (in foto il quartier generale della Fis a Montecchio Maggiore nell'Ovest vicentino durante il sit-in del 9 maggio). Ma le novità di queste ultime ore vanno oltre rispetto a quanto trapelato fino a pochi giorni fa.

LA SEGNALAZIONE
Nell'esposto si parla di versamenti pari a tremila euro trasferiti due volte l'anno. Cifra che poi sarebbe lievitata a quattromila sempre trasferita in due annualità. «Di questi versamenti - scrive Raniero - pare non risultino fatture o ricevute». Le somme inizialmente sarebbero state depositate presso «un libretto al portatore». Poi l'intestazione dello stesso libretto sarebbe finita ad una persona «che risulta estranea alla Fis spa». Una parte delle somme depositate (ad ogni buon conto si tratta di cifre di entità non troppo significativa) sarebbero state in alcuni casi prestate ad alcuni dipendenti che le avrebbero poi restituite. Per questo in fabbrica scherzosamente si è parlato «di cassa peota»: proprio in riferimento all'antica consuetudine mutualistica in voga presso il popolo della Serenissima e non solo. In alcuni casi i fondi sarebbero stati impiegati per pagare «i funerali» di alcuni dipendenti o di parenti di questi ultimi.

LO SCENARIO
A gestire questo fondo sarebbero (o sarebbero stati) un paio di iscritti ad un importante sindacato confederale. Di questo stato di cose, quando alla proprietà di Fis di recente subentra il fondo internazionale Bain capital (che succede alla famiglia Ferrari), viene puntualmente informata la nuova governance, il che avviene grazie ad altri tre componenti la Rsu. Almeno questo è quanto riferisce Raniero nell'esposto che parla tra l'altro di «fatti di dubbia correttezza finanziaria». Ora la palla passa in mano alle Fiamme gialle: anzitutto per comprendere la entità delle cifre in ballo in una con i relativi trasferimenti. Anche la procura berica potrebbe muoversi ove emergessero profili penalmente rilevanti. Ma come la pensa al riguardo la società? Chi scrive ne ha contattato i vertici tramite l'ufficio stampa: proprio per conoscere il punto di vista della compagnia di Montecchio Maggiore. Da quest'ultima però, almeno per il momento, non è giunto alcun commento.

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