Decreto pane: giro di vite su panifici e denominazioni

Con il Decreto Pane al via il Regolamento che disciplina la denominazione di panificio e la differenza tra il pane fresco e quello conservato. Soddisfazione di Confartigianato Vicenza

Cinque anni fa la Regione Veneto aveva fatto da apripista approvando una legge specifica che disciplinava la lavorazione e il commercio del pane fresco e dei prodotti artigianali della panificazione. Parallelamente era stata presentata a livello ministeriale una bozza molto simile a quella veneta, che ha dato vita al Decreto ‘Regolamento recante la disciplina della denominazione di panificio, pane fresco e dell’adozione della dicitura pane conservato'.

Ora su tutto il territorio nazionale sono certificate le caratteristiche che deve avere un’attività per potersi fregiare della denominazione di ‘panificio’, cioè dell’impresa dove si svolge l’intero ciclo di produzione di pane e di altri prodotti da forno. È specificato come deve essere preparato e definito il ‘pane fresco’, cioè il pane realizzato con un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o alla surgelazione.

Con il medesimo Regolamento, inoltre, viene disciplinato il ‘pane conservato’ che deve essere messo vendita con una dicitura aggiuntiva che ne evidenzi il metodo di conservazione utilizzato, in maniera da distinguerlo dai prodotti freschi.

Ruggero Garlani presidente dei panificatori di Confartigianato Vicenza esprime soddisfazione per l’emanazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico del Decreto, pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale:

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“Si tratta di un primo risultato. Ora è importante che si arrivi a una vera e propria legge quadro sulla panificazione perché c’è la necessità di una cornice normativa coerente e uniforme che superi la frammentazione territoriale, frutto di disposizioni regionali ancora troppo disomogenee. Inoltre auspico che anche in Italia si possa arrivare, come già accade in Francia con i MOF (Meilleurs Ouvriers de France), alla creazione delle figure dei “Maestri” panificatori, che potrebbero dare maggior prestigio al nostro storico settore”.

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