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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Economia

Confindustria Vicenza chiede meno vincoli, banca unica veneta e Rosso pensa ai migranti

Si è parlato di ripresa, lavoro, leggi e burocrazia ma, ovviamente, anche di banche territoriali nel corso dell'assise di Confindustria che si è tenuta lunedì sera in Fiera. Il patron della Diesel guarda oltre: " Muoverti, dialogare con persone di Paesi diversi, da una visione del mondo differente"

"Essere internazionali è vivere la realtà dei tempi attuali. Se non sei internazionale non sei nessuno; l’Italia è un Paese, ma la realtà è data dalla globalizzazione. I confini fanno parte della vecchia struttura, in futuro dovranno scomparire, perché bisognerà pensare che esiste un Paese che si chiama mondo e in questo mondo devi cercare di porre le basi del tuo business"

Così Renzo Rosso davanti alla platea di industriali vicentini, riunitisi in assemblea lunedì sera in Fiera. Se gli altri relatori, il ministro allo Sviluppo economico Federica Guidi, il governatore del veneto Luca Zaia con il presidente del consiglio Roberto Ciambetti, il presidente nazionale Giorgio Squinzi, oltre al padrone di casa Giuseppe Zigliotto, hanno parlato di impresa, leggi e burocrazia e, ovviamente di banche del territorio, il patron della Diesel ha voluto dare una visione più ampia dell'industria, che è globale, come lo deve diventare il mondo. 


GIORGIO SQUINZI "Una diminuzione delle tasse e' comunque benvenuta", ma su eventuali spostamenti dal lavoro a altre voci, fra cui quella sulle abitazioni o sui consumi, come oggi ha suggerito l'Ue, "dipende dalle situazioni". "Sulla tassazione per il lavoro e' gia' stato fatto qualcosa", ha aggiunto il presidente di Confidustria, ma "ci aspettiamo di piu' in termini di semplificazione fiscale di riduzione ma soprattutto di affidabilita' del sistema fiscale in Italia che attualmente e' molto aleatorio. Ci sono situazioni in cui a volte l'amministrazione fiscale assume posizioni diverse. Ci voglio semplificazioni, chiarezza e coerenza nell'applicazione delle regole". Dopo i dati di oggi dell'Istat, che vedono una maggior fiducia di imprese e consumatori sulla situazione economica, "dovremo essere capaci di agganciare e moltiplicare quella che sara' la ripresa soltanto se faremo le pulizie in casa nostra che si fanno portando fino in fondo i progetti di riforma che il governo Renzi ha individuato". "Sicuramente c'è un po' piu' di fiducia determinata dai numeri positivi che sono usciti dopo 13 trimestri di Pil negativo. Ora sono ci sono due trimestri positivi, penso che ce ne saranno altri e ovviamente questo da fiducia.", ha aggiunto.  "In generale abbiamo bisogno di banche grandi comunque vincolate al territorio. Le banche territoriali sono state fondamentali nel processo di crescita dell'Italia nel dopoguerra penso alle banche popolari alle casse di risparmio" ha detto a proposito della situazione degli istituti di credito. Sul rinnovo dei contratti "non possiamo distribuire ricchezza senza averla generata. Il sindacato e Camusso sono molto chiusi su un punto. Quando l'inflazione superava l'inflazione programmata - ha proseguito- nel contratto successivo abbiamo sempre integrato. Ora che si verifica la situazione opposta a causa di un'inflazione piu' bassa da parte del sindacato si dice non siamo disponibili a rimborsare nulla. Un rimborso integrale vorrebbe dire fare i prossimi contratti a 0, ma le imprese un rimborso lo dovrebbero avere", ha concluso Squinzi.

LUCA ZAIA "Penso che Veneto Banca a Bpvi non siano due cadaveri eccellenti, non siano due vuoti a perdere ma siano due realtà che una volta che si fa la quotazione e ovviamente si chiariscono le vicende, i presupposti ci siano per costruire un istituto di credito di riferimento". "C'e un problema - ha avvertito il governatore- che nessuno ha valutato ossia che Bpvi che ha emesso circa 93 milioni 800 mila azioni al valore di 48 euro l'uno. Ha un capitale di 3,6 mld oggi in azioni. L'aumento di capitale fa sì che Bpvi sia già passata di mano e tra i futuri azionisti c'è già Unicredit"


FEDERICA GUIDI "Una ripresa c'e'. Veniamo da 7-8 anni di disastro, quasi un periodo post bellico dal punto di vista industriale. Al di la' del numero, che sia lo 0,9 o l'1%, fa pensare che ci sia un clima di fiducia". Secondo il ministro allo Sviluppo economico alla base della ripresa ci sono sia fattori esterni ma anche "molto di quello che ha fatto il governo negli ultimi mesi abbia contribuito". "Dopo 7-8 anni drammatici, questa crescita non e' sufficiente, ma non e' male", ha aggiunto Guidi. "Sono convinta che molti degli strumenti che abbiano messo in atto abbiano contribuiti, non siamo piu' i fanalini di coda ma siamo nella media a livello europeo", ha concluso il ministro dello Sviluppo economico.  "Sulla legge di stabilità le idee sul tavolo sono tante, non posso confermare nessuna misura: quella di una flessibilita' in uscita dal mondo del lavoro, mi trova molto d'accordo, ma preciso che parlo a titolo personale. Per riattivare il circuito delle assunzioni di giovani bisogna togliere il tappo ai pensionamenti - ha detto -. Si potrebbe anche avviare un contatto col mondo delle imprese per una compartecipazione in qualche forma: anche per loro e' difficile avere magari delle persone entrate in fabbrica a 16-17 anni e pensare di farle lavorare fino a 65 anni, senza avere teste nuove che possano entrare in un ciclo produttivo cambiato completamente". Federica Guidi, poi, ha spiegato che nella legge di stabilita' si dovrebbe intervenire anche su investimenti e Mezzogiorno. In ogni caso "l'esigenza chiarissima e' quella di abbassare le tasse su lavoro, impresa e cittadini" e il governo, "con gli 80 euro e adesso la partita delle imposte sulla casa, il fatto di finanziare gli investimenti in beni strumentali e in ricerca e sviluppo, tante cose le ha fatte". "A volte - ha concluso - non possiamo fare esattamente tutto quello che vorremo fare nei tempi in cui vorremo, ci sono vincoli che dobbiamo rispettare". 

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