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Lunedì, 27 Giugno 2022
Economia

Concia artigiana, «il contratto è valido»

Il segretario Giacomin parla di un accordo di settore che aveva suscitato qualche dubbio ma che per l'associazione di via Fermi è efficace e tutela le imprese nonché i lavoratori

Ieri 23 dicembre Vicenzatoday.it aveva dato conto di alcuni dubbi che tra novembre e dicembre erano stati espressi da Francesco Giacomin, segretario generale della Confartigianato berica. Dubbi che erano stati messi nero su bianco in due distinte note (una del 26 novembre 2021 e una seconda datata 9 dicembre 2021) nelle quali si nutriva qualche perplessità sulla efficacia giuridica del contratto in essere degli operai delle imprese del settore artigiano della concia. Più nello specifico nella seconda nota Giacomin sollecitava le imprese a superare una impasse provvisoria, dovuta alla mancanza di un codice identificativo proprio da quel contratto, attribuendo un codice provvisorio di un settore industriale comunque assimilabile.

Ma nel dettaglio come la pensa al riguardo lo stesso Giacomin? Soprattutto in riferimento al secondo dispaccio l'alto funzionario della associazione con sede in via Fermi nel capoluogo berico, fa sapere come si trattasse di una «nota un po' tecnica». Che va intesa in questo senso. «Come organizzazione non possiamo dire alle imprese nostre associate di operare scelte che non le tutelino. Quello di cui stiamo parlando è un contratto regionale, che è un contratto che vale, che fra poco peraltro sarà riconosciuto a livello nazionale con tanto di posizione Cnel. Aggiungo peraltro - rimarca il segretario generale - che la posizione Cnel riveste un aspetto burocratico. Va anche considerato che quel contratto è un unicum a livello nazione e che nel distretto della pelle di Vicenza sono davvero tanti i lavoratori che vi hanno aderito, lavoratori che fanno riferimento a ben quattrocento imprese che non si occupano direttamente solo di concia ma che hanno anche a che fare con la filiera, a partire dalla chimica, che è una filiera importante».

Appresso il dottore Giacomin fa un'altra considerazione. «Possiamo fare affidamento su un contratto di grande spessore che rappresenta tutte le imprese artigiane del settore e che è stato sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil che per quanto ci consta rappresentano a loro volta la totalità dei dipendenti che hanno espresso una scelta. Si tratta di un contratto che dà garanzie ai dipendenti non solo in termini di retribuzione diretta ma anche in termini di integrazioni con la sanità complementare. E ancora la nostra associazione può fare anche affidamento su una serie effetti positivi che a cascata derivano dal fatto che siamo presenti negli enti bilaterali del settore».

Tuttavia il fatto di attribuire, almeno provvisoriamente, alle comunicazioni Inps per le paghe un codice di riferimento (in gergo codice Cnel univoco) che è fittizio proprio in attesa che tale contratto sia riconosciuto dal Ministero del lavoro come contratto di rango nazionale, può fare incorrere alle imprese qualche rischio? «Assolutamente no - dice il dottor Giacomin - perché quando facciamo queste cose le facciamo anche interpretando la normativa Inps».

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