Cassa integrazione: 24 mln di ore solo per il mese di aprile in provincia di Vicenza

Dati “abnormi” per questi mesi di lockdown da epidemia di coronavirus

Tornano a 8 zeri i numeri della cassa integrazione a Vicenza. I numeri del solo mese di aprile sfiorano l'intero anno 2010, nel pieno della recessione.

Cassa integrazione ordinaria autorizzata ore 22.478.296 (345.289 a marzo '20); cassa straordinaria autorizzata ore 58.240 (56.300 a marzo 2020); cassa in deroga autorizzata ore 1.794.795 (0 a marzo 20).

La somma del solo mese di aprile fa 24.331.331 ore. L'intero 2010 fece 26.064.000 ore e poi a scendere. A fine aprile, da inizio d'anno, siamo a 25.489.434 ore.

“Al primo posto il settore metalmeccanico (12.981.100 ore) seguito dal tessile abbigliamento pelli (3.918.588). Ma anche il commercio”, arriva a dire Marina Bergamin responsabile dipartimento mercato del lavoro della Cgil.

Anche per quanto riguarda il comparto dell’artigianato i dati delle sospensioni dal lavoro sono impressionanti.

Nel corso del precedente anno 2019 c’erano state in totale poco più di 400 domande e conseguenti accordi sindacali, di sospensione dal lavoro da parte delle aziende artigiane vicentine con l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale Fsba (Fondo Bilaterale di Solidarietà); una sorta di Cassa integrazione per l’artigianato che aveva coinvolto una platea di circa 1500 lavoratori e lavoratrici, anche se poi non tutti sono stati effettivamente sospesi dal lavoro.

Dal 1° marzo al 18 maggio 2020 ci sono state oltre 6.000 domande di sospensione dal lavoro e relativi accordi sindacali, che hanno coinvolto oltre 20.000 lavoratrici e lavoratori. Praticamente in 2,5 mesi ci sono stati numeri moltiplicati per 15 volte rispetto a tutto il 2019.

“Malgrado lo sforzo straordinario delle parti sociali nel gestire le richieste di sospensione delle aziende e presentare le richieste di sussidio all’Ebav (Ente Bilaterale Artigianato Veneto) che sta, a sua volta, compiendo un lavoro notevole per anticipare, per conto del Fondo Bilaterale - afferma Maurizio Ferron del Dipartimento artigianato della Cgil - le indennità delle lavoratrici e lavoratrici e  dei lavoratori è evidente che si crea un problema immediato di copertura del reddito dei lavoratori e lavoratrici sospesi”.

Anche per questa ragione le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL del Veneto hanno stipulato un accordo con Ebav per l’erogazione di tre ulteriori specifici sussidi per i dipendenti delle aziende artigiane a sostegno del reddito delle famiglie che vanno: “1) alle famiglie con entrambi i coniugi che hanno usufruito di un periodo di ammortizzatori sociali, 2) alle lavoratrici e lavoratori che hanno usufruito di almeno 10 gg di congedo parentale straordinario 3) alle famiglie con figli che frequentano scuole di ogni ordine e grado” dice Maurizio Ferron del Dipartimento artigianato.

Tremiila sono stati i lavoratori in somministrazione che hanno chiesto il Tis (trattamento di integrazione salariale delle agenzie di somministrazione) per la crisi scaturita dalla epidemia da Covid-19.

“E’ evidente - afferma Riccardo Martin segretario generale di Nidil Cgil a Vicenza e provincia - che al grave problema di salute, davanti al quale non c'è nulla, si sta affiancando un importante problema di lavoro e di reddito. Serve un grandissimo impegno per sostenere questi lavoratori”. 

“Serve - prosegue Martin -  che le risorse stanziate arrivino prima possibile. Che dove si può si faccia una rotazione tra le persone. E bisogna fare attenzione alle dimissioni e ai licenziamenti: chi esce ora dal mercato del lavoro, difficilmente rientrerà a breve”.

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“Soprattutto è urgente -sempre ferma restando la salute e la sicurezza- che la nostra economia riparta, che il Covid ci abbia insegnato qualcosa e che un più robusto e sicuro modello di sviluppo sia progettato”.

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