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Crack BpVi, depositate 4900 richieste: nessun imputato presente

I tre giorni di udienza preliminare del processo sulla Banca Popolare di Vicenza si sono chiusi venerdì con  un numero di costituzioni di parte civile inferiori rispetto alle previsioni. Prossimo appuntamento il 21 dicembre

Processo dal clamore mediatico, ma fino a un certo punto. L'udienza preliminare del procedimento che vede imputato Gianni Zonin e altri sei per aggiottaggio, ostacolo alla vigilanza e responsabilità amministrativa ha avuto martedì un inizio scoppiettante con le file di avvocati con i trolley e fuori le associazioni di risparmiatori con un sit-int tutto sommato morbido. La seconda e terza giornata è stata invece molto più tranquilla e non ha visto code di legali al desk che raccoglieva le richieste.

I dettagli del processo 

La prima giornata

ASPETTANDO ZONIN

Ed è forse per dare a questo avvio "tecnico" un po' di pepe che già da ieri si vociferava di una presunta apparizione al palazzo di giustizia di Gianni Zonin, che sarebbe dovuto arrivare su un furgone Mercedes nero verso le 11 di venerdì. Naturalmente non si è visto, come non si è visto nessuno degli imputati e nemmeno - altra voce di corridoio - il famigerato studio legale atteso con valige contenenti novemila richieste. I numeri, alla chiusura dell'aula C della corte si assise del tribunale di Vicenza a mezzogiorno di venerdi parlavano di 4900 costituzioni di parte civile tra ex-soci e ex-azionisti, presentati circa duecento avvocati.

AVVOCATI AL LAVORO

La preparazione degli incartamenti ha richiesto un lavoro oneroso da parte degli studi legali che dovevano depositare una copia in originale più altre 12 in cartaceo o in Dvd. Il costo richiesto dagli avvocati per ogni cliente si aggira sui 110 euro. È stato lo studio Bertelle di Malo a chiudere la tre giorni dell'udienza preliminare. Sul tavolo la lunga fila di documenti delle 235 richieste di ex-soci o ex-azionisti. Ognuno di loro, con la caduta del prezzo delle azioni, ha perso da qualche migliaio a decine di migliaia di euro. A tirare su il numero delle parti civili ci hanno pensato le associazioni come "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza" è quella che ne ha depositate in tribunale circa mille. E poi c'erano gli studi legali vicentini ma anche da tutto il Veneto e da diverse parti d'Italia. Chi con 20 clienti, chi con 500 o 1000. 

LE STORIE

Molte le storie che stanno dietro agli incartamenti, molti i casi tra i 120mila azionisti che hanno visto il loro patrimonio azzerato. Come quello di una signora vicentina, tutelata da uno studio legale di Montebelluna, cliente storica della Popolare Vicentina, che non è riuscita a vendere già nel 2013 i 250mila euro di azioni. Valore che alla fine è crollato, portandole via quasi tutti i risparmi. C'è chi ha visto sparire anche qualche milione di euro e chi "solo" cinquantamila, cifre comunque importanti per famiglie che hanno eredito i risparmi di una vita dei genitori. 

Molte storie ma poche speranze di recuperare il denaro perso. La maggior parte degli avvocati sperano più nella condanna degli indagati, mostrandosi scettici sul recupero del danno dei loro assistiti. Si parla di possibilità di far emergere la responsabilità degli organi di vigilanza, si ipotizza dell'incremento del "fondo salvavittime" (per adesso è di 50 milioni ma per tutte le banche).L'attesa per l'inizio del processo vero e proprio è comunque molto forte.

LE PROSSIME SCADENZE

Il prossimo appuntamento ora è per il 21 dicembre. In quella seduta il Gup Roberto Venditti preparerà il calendario delle sedute che entro un paio di mesi vaglieranno le richieste delle parti civili costituite e quindi la determinazione del proscioglimento o del rinvio a giudizio degli imputati. Nel secondo caso le previsioni danno l'avvio del dibattimento per l'inizio dell'estate.  A questo proposito, la legge prevede che la costituzione di parte civile può essere esperita sino all’apertura della prima udienza dibattimentale

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