Giovedì, 16 Settembre 2021
Economia

Volksbank «punta sul Vicentino»: inaugurata la nuova filiale

La sede di Porta Castello va in pensione per lasciare posto, «con nuovi investimenti» a quella di corso Palladio. E nel capoluogo berico arrivano il presidente e il direttore generale che spiegano: «Siamo qui per crescere assieme al territorio» del Nordest: una sfida nell'ex regno di BpVi e Veneto Banca per cui servono «tradizione, modernità, efficienza e trasparenza»

da sinistra a destra Lukas Ladurner, Alberto Naef, Stefano Bertacco e Giuliano Perini (foto Marco Milioni)

«La Volksbank crede fermamente nelle potenzialità del Veneto, della provincia berica e del suo capoluogo. Ed è per questo motivo che qui stiamo investendo in modo significativo e ben mirato». Hanno usato queste parole oggi 23 luglio Lukas Ladurner ed Alberto Naef, rispettivamente presidente e direttore generale di Volksbank i quali in corso Palladio a Vicenza, nei locali che ospitarono la storica Bottega Emo, hanno inaugurato la nuova filiale di Volksbank alla presenza, tra gli altri del direttore di area Giuliano Perini nonché del responsabile di filiale Stefano Bertacco.

LIGNAGGIO TIROLESE, FUTURO AD AMPIO SPETTRO
Il gruppo sudtirolese noto a Bolzano, dove ha il suo quartier generale, come Südtiroler Volksbank, affonda le sue radici a scavalco tra Diciannovesimo e Ventesimo secolo. Poi con gli anni le tre realtà primigenie, quella di Bolzano, quella di Bressanone e quella di Merano, si sono fuse cominciando rivolgere lo sguardo a Sud. Più di recente il gruppo si è fuso per incorporazione con la Banca di popolare di Marostica. Una mossa che ha permesso alla Banca popolare altoatesina di mettere radici così profonde tra Veneto e dintorni tanto che ormai quest'ultimo territorio vale circa la metà della forza dell'istituto. «Il fatto di aver guardato in modo così convinto - hanno detto oggi i due manager - è in qualche modo stata la logica conseguenza del fatto che se in provincia di Bolzano oggi la nostra banca ha un peso sul mercato pari ad un 15% ed oltre nel Veneto questa quota tocca un 4-5%: chiaramente qui ci sono margini di crescita, motivo per cui abbiamo deciso di strutturare un investimento di tutto rispetto».

LE CIFRE SUL TAPPETO
Sullo stesso solco oggi si è espresso anche Perini, capo area per il Vicentino, il quale ha spiegato come questi investimenti siano stati finalizzati con un occhio di riguardo anche alle imprese. «A Creazzo infatti recentissimamente Volksbank ha dato vita ad un centro ad hoc pensato per le imprese dell'hinterland berico», che in gergo anglosassone viene definito corporale hub. «Non va dimenticato che nell'ambito di nostra pertinenza - rimarca lo stesso manager - Volksbank amministra ormai tre miliardi di euro. Fermo restando che noi puntiamo sempre a miglioraci questo è un segno della fiducia riposta nei nostri confronti». Ma per capire la portata dello sforzo messo in campo in questi anni Perini e Ladurner hanno raccontato come le filiali ereditate dalla Popolare di Marostica siano state completamente rinnovate, tanto che ora la macchina è efficiente per affrontare le sfide del futuro». Poco dopo è stato il turno di Stefano Bertacco responsabile della nuova filiale di Corso Palladio, filiale che ha mandato in pensione quella di Porta Castello che è stata attiva per un decennio.

ONORI DI CASA
A Bertacco è toccato in qualche modo il compito di fare gli onori di casa. Quest'ultimo ha spiegato come la banca, pur dotata «di tutte le più innovative piattaforme elettroniche per una gestione autonoma da parte del cliente, ha comunque deciso di rafforzare la sua presenza con una sede fisica, in cui i nostri clienti possano incontrare persone in carne ed ossa. Cosa cui noi diamo seguito con i nostri addetti sia per quanto riguarda le consulenze di sportello, sia per il comparto private», ossia quello dei depositanti con ampie disponibilità finanziarie, «sia per il comparto corporate che in corso Palladio avrà anche uno spazio dedicato».

APPROCCIO «DOPPIO»
Si tratta de facto di un approccio «doppio» che guarda contemporaneamente al nuovo e alla tradizione «perché questo deve essere lo spirito di una vera Banca popolare che deve avere nel suo dna, lo dice il nome, anche una vocazione sociale». Questo è il refrain sul quale oggi Ladurner e Naef (in serata è stata anche diramata una breve nota ) hanno insistito molto. Ladurner ha anche aggiunto un altro tassello alla sua disamina. «La tradizione deve fondersi con una gestione moderna, oculata e efficiente perché il mercato ti sfida ogni giorno. Per questo motivo negli ultimi anni abbiamo lavorato parecchio sulla nostra cultura d'impresa: un must assieme a ratio patrimoniali ben solidi. Oggi nell'era di internet non è pensabile che una banca per crescere o radicarsi possa semplicemente impiantare una filiale dall'oggi al domani e pensare che il business cresca per gemmazione. E non è un caso che il direttore generale e il sottoscritto vengano da una cultura industriale e non finanziaria visto che siamo due ingegneri».

LETTURA IN FILIGRANA
Tuttavia i riferimenti alla tradizione popolare della banca e al rapporto di fiducia tra cliente e istituto vanno anche letti in filigrana. In un territorio come quello del Nordest, martoriato dal collasso delle ex popolari come BpVi e Veneto Banca, la sfida che i due manager lanciano è abbastanza chiara. Ed è quella si incunearsi tra le realtà più piccole da una parte, come quelle dei crediti cooperativi ed i colossi come Unicredit e Banca intesa dall'altra. Quest'ultima peraltro, dopo l'assorbimento al prezzo di un euro di VeBa e BpVi a seguito della debacle patita dall'ex istituto di Montebelluna e quello di via Framarin, non ha mai saputo conquistare la simpatia di molti azionisti azzerati delle due venete. Basti pensare alle continue bordate indirizzate a Banca intesa dai risparmiatori del territorio. «Siamo nel Nordest per crescere assieme al territorio» hanno più volte ribadito i manager presenti alla inaugurazione.

SCENARI, STRATEGIE E ANTIRICICLAGGIO
C'è poi però un altro ambito col quale Volksbank, come altre banche per vero, deve confrontarsi. Che è quello di un territorio come il Nordest, e il Vicentino per certi versi fa scuola in tal senso, in cui i crimini finanziari, a partire dai reati di bancarotta, sono all'ordine del giorno. Reati che spesso vedono le banche come parti offese. «Da questo punto di vista - spiega il presidente - una banca che fa bene il suo mestiere deve sapere valutare con accortezza i rischi e quindi prevenirli». Per quanto riguarda poi il resto degli illeciti finanziari, compresi quelli che oltre a bersagliare le banche bersagliano i clienti, basti pensare ai crimini informatici, «una banca che si rispetti deve essere ben attrezzata sia per comprendere a fondo i continui cambi della normativa di riferimento sia in termini di trasparenza e prevenzione dei comportamenti a rischio. Solo nel Vicentino - fa sapere Naef - tanto per dirne una abbiamo ben nove persone che si occupano a pieno regime dell'antiriclaggio».

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