Ex popolari venete, ancora incognite sugli indennizzi

Gli ex azionisti di BpVi e VeBa denunciano una situazione di continue incertezze sulla procedura di accesso al fondo per i ristori dopo il collasso che colpì i due istituti: sul Fir pesano i paletti posti dalle Entrate

A sinistra Luigi Ugone, al centro l'ex vicepremier leghista Matteo Salvini (foto Marco Milioni)

Le prospettive di indennizzo per i risparmiatori colpiti dal crac delle ex popolari venete, seppur garantite da una legge dello Stato, cominciano a diventare sempre più incerte. Lo sostiene l'associazione «Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza e in Veneto Banca» in un video messaggio diramato oggi 30 giugno da Luigi Ugone, il presidente dell'associazione.

Tra le preoccupazioni di Ugone c'è quella relativa ad alcune sostanziali divergenze che in queste ore sarebbero emerse in merito alla identificazione delle fasce nonché delle tipologie di reddito che possono o non possono beneficiare degli indennizzi di Stato. Ugone più segnatamente fa riferimento ad una divergenza tra l'Agenzia delle entrate e la Consap, ossia la agenzia Statale che cura materialmente le procedure per la assegnazione dei ristori. Le Entrate per inciso sarebbero intenzionate in qualche modo (lo rende noto Salvatore De Gennearo, responsabile della direzione piccole e medie imprese delle stesse Entrate, così riporta il Corriere veneto nella edizione vicentina di oggi in pagina 11) a restringere verso delle fasce reddituali la platea degli aventi diritto al ricorso alla procedura accelerata. Ugone nel suo messaggio si dice preoccupato e si chiede come mai la Stessa Consap in passato non abbia mai palesato tale eventualità. Si tratta di una situazione «delicata» fa sapere Ugone ai taccuini di Vicenzatoday.it perché potrebbe pregiudicare l'esito di molte domande presentate dai cosiddetti «azionisti azzerati».

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Frattanto tra i risparmiatori del Nordest si moltiplicano i mal di pancia. Un paio di giorni fa infatti Banca intesa (che dopo il collasso delle ex popolari venete ha acquisito BpVi e VeBa per un euro ciascuna), con uno sforzo economico non indifferente, ha pressoché perfezionato la procedura per l'acquisizione di Ubi Banca  Il che sta lasciando parecchio amaro in bocca a molti ex azionisti delle due venete i quali per anni avevano chiesto alla stessa Intesa di destinare una piccola frazione del suo budget (sotto forma di bonus sociale privato) per alleviare le sofferenze degli ex azionisti colpiti dal dissesto delle ex popolari venete, sfociato in diversi procedimenti giudiziari tuttora in corso. Più in generale si tratta di preoccupazioni che si stanno materializzando in un periodo delicato. Tra poche settimane nel Veneto si vota per le regionali e il mondo dei cosiddetti azionisti azzerati da tempo è accreditato di un certo peso sociale anche per quanto riguarda eventuali riverberazioni in ambito elettorale.

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