Lunedì, 15 Luglio 2024
Economia

«Lavorare nove giorni di fila alla manutenzione dei Frecciarossa? È una aberrazione»

Mentre a livello nazionale imperversano le polemiche sulle morti bianche, il sindacato Cub vede come fumo negli occhi una proposta di Trenitalia che punta ad aumentare il peso dei turni per i dipendenti dell'arsenale ferroviario di Vicenza: e promette «battaglia»

Lavorare otto o nove giorni di fila? La proposta che il vertice aziendale del centro riparazioni del Gruppo Ferrovie dello Stato ha indirizzato alle maestranze è inaccettabile: sia per potenziali problemi di sicurezza sia per ragioni di stress. Questo è il j'accuse contenuto in un dispaccio diramato oggi 22 giugno dal sindacato di base Cub - trasporti.

IL PREAMBOLO
La nota menziona un preambolo preciso. Quello del 30 maggio scorso, quando proprio all'arsenale ferroviario in zona Sant'Agostino di proprietà di Trenitalia (ovvero del Gruppo Fs) si svolge un incontro tra la direzione aziendale dello stabilimento e i componenti delle rappresentanze aziendali dei lavoratori ossia la Rsu, quello che in gergo politico ancora, di tanto in tanto, viene chiamato consiglio di fabbrica. In quel frangente le Rsu sono affiancate dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo del settore ferroviario: ossia Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti-Uil, Ugl-Ferrovieri, Fast-Slm ed Orsa-Ferrovie.

Nel corso di quella riunione, si legge nella nota firmata da Giovanni Novello (referente di Cub-trasporti Vicenza) l'azienda ha annunciato «l'intenzione di voler avviare un nuovo modello di turnazione che prevede di far lavorare i suoi dipendenti fino a otto o nove giorni consecutivi, compresi il sabato e la domenica»: mentre attualmente l'attuale orario di lavoro per tutto il personale è distribuito su su giorni, dal lunedì al venerdì.

LA BORDATA
E la Cub non ha preso bene la cosa. «Stiamo parlando - scrive l'estensore - di una delle più grandi aziende italiane, per giunta pubblica, controllata al 100% dallo Stato italiano» attraverso il Ministero dell'economia (in foto la sede del dicastero a Roma). Il che in qualche modo striderebbe col fatto che  «Trenitalia da tempo sta portando avanti un attento lavoro di comunicazione finalizzato a veicolare nell'opinione pubblica un'immagine positiva di sé, presentandosi come un'azienda fortemente impegnata a promuovere la salute, il benessere e il sano equilibrio tra lavoro e vita privata dei propri dipendenti, principio che cozza pesantemente con il nuovo modello organizzativo illustrato ai sindacati».

Di seguito Cub riporta paro paro gli slogan comparsi a più riprese sul portale del colosso statale. «Alla base della sua missione Trenitalia pone quali condizioni essenziali la sicurezza del servizio, la qualità, la salute dei lavoratori, la tutela dell'ambiente e considera la centralità del rapporto con la clientela la via per conseguire un vantaggio competitivo stabile e creare valore per l'azionista». E ancora: «Attraverso il suo Codice etico» Trenitalia promuove, tra le altre cose, «politiche rivolte al benessere psico-fisico del personale, ricercando una maggiore integrazione tra le esigenze di lavoro e quelle personali e familiari».

TRAIETTORIA «IN CONTROTENDENZA»: ALCUNE MULTINAZIONALI RIDUCONO I CARICHI
Il che contraddice in modo palese «i principi etici» della compagnia. Mentre la cosa appare in netta «controtendenza rispetto» alla traiettoria assunta «dalle grandi aziende italiane ed europee che stanno applicando con successo nuovi modelli di organizzazione basati sulla riduzione dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale». Tanto che Trenitalia (il cui stabilimento di Vicenza è stato più volte elogiato sui media) con questa proposta «porta indietro le lancette della storia di oltre un secolo, introducendo all'interno dell'impianto di manutenzione di Vicenza turnazioni che nulla hanno a che vedere con il rispetto della vita dei lavoratori».

NO AGLI «OSCURANTISMI DELLA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE»
Detto per le spicce la Cub, in nuce, vede nel percorso identificato dalla compagnia ferroviaria di Stato, che nello stabilimento di Vicenza non solo gestisce le riparazioni e la manutenzione dei Frecciarossa, ma pure quella di altri elettrotreni moderni, un ritorno «agli oscurantismi della prima rivoluzione industriale».

Per questo motivo la Cub «è al fianco dei lavoratori di Omc Etr Trenitalia di Vicenza: assieme a loro costruiremo un percorso di lotta che contrasti su tutti i fronti questo devastante piano aziendale». Le dichiarazioni del sindacato di base tra l'altro giungono «in un momento delicatissimo» a livello nazionale anche per i numerosissimi sul lavoro, molti mortali, che si registrano in tutto il Paese. «Lavorare nove giorni di fila alla manutenzione dei Frecciarossa? È una aberrazione. Siamo pronti ad una battaglia a 360 gradi» precisa Novello ai taccuini di Vicenzatoday.it.

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