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Giovedì, 30 Maggio 2024
Economia

Impiegate uccise a Perugia, Bortolussi: "Politica agisca subito"

Giuseppe Bortolussi, presidente della Cgia di Mestre, commenta la tragedia di Perugia, dove Andrea Zampi, imprenditore, ha fatto fuoco su due impegate e si è tolto la vita

Ennesimo dramma della crisi oggi a Perugia, dove Andrea Zampi, imprenditore di 43 anni, ha ucciso due impegate della Regione, e poi ha rivolto l'arma da fuoco contro se stesso. Motivo del folle gesto un intoppo burocratico per il quale aveva perso un finanziamento, in un momento delicato per la sua impresa.

"Credo che la tragedia che si è consumata a Perugia sia figlia del drammatico quadro economico generale in cui versano le aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione. Molti imprenditori stanno perdendo il lume della ragione - ha commentato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, che elenca dati, rapportati al 2011, che definisce da "brivido": -6,2% per la produzione industriale; -4,3% il fatturato; -9,8% gli ordinativi nell'industria; -14% la produzione nelle costruzioni; -32,7 miliardi di euro di prestiti bancari alle aziende; + 14,4 miliardi di euro di sofferenze bancarie in capo alle imprese.

"Lo sconforto e l'esasperazione - aggiunge Bortolussi - sta spingendo alcuni di loro a gesti sconsiderati che non sono giustificabili. Per prevenire tutto ciò non c'é che una soluzione: auspicare che la politica ritorni a fare il suo mestiere, dando risposte credibili alle esigenze di liquidità che i piccoli imprenditori vanno invocando inutilmente da più di un anno". La Cgia richiama quanto accaduto qualche settimana fa, quando un piccolo imprenditore, dopo la mancata erogazione di un prestito, ferì con un colpo di pistola il direttore della Banca di Credito Cooperativo di Campodarsego (Padova). "Un gesto che sembrava isolato. Ora, dopo quello di Perugia, è il secondo caso che avviene nel giro di pochissimo tempo e ripropone - spiega Bortolussi - il paradosso che stiamo vivendo in questi mesi".

"Moltissimi piccoli imprenditori - rileva Bortolussi - stanno chiedendo soldi per pagare le tasse ed i contributi perché i committenti non li pagano o lo fanno con ritardi spaventosi. Una situazione che sta degenerando di settimana in settimana, spingendo moltissime imprese verso il fallimento, non per debiti, ma per crediti".

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