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Economia Romano d'Ezzelino

La Akzo Nobel conferma la chiusura, Donazzan: "La difenderemo"

Si è tenuto mercoledì al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma un incontro richiesto dalla Regione del Veneto e dai sindacati sull'annunciata chiusura dello stabilimento di Romano d'Ezzelino, Vicenza

In occasione dell'incontro di mercoledì presso il Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza delle istituzioni e delle rappresentanze sindacali, Akzo Nobel ha confermato la decisione del Gruppo di chiudere lo stabilimento di Romano d'Ezzelino. Una decisione - precisa una nota dell'azienda - "resa inevitabile dal suo assetto strutturale e dall'elevato livello di costo di produzione, entrambi non sostenibili rispetto all'attuale domanda di mercato". Akzo Nobel sostiene infatti che il mercato delle vernici in polvere in Europa ha registrato un considerevole calo negli ultimi anni, a causa della crisi che ha colpito settori di sbocco quali elettrodomestici, automobili ed edilizia.

L'AZIENDA "Per far fronte alle mutate esigenze di mercato e mantenere la competitività del Gruppo Gruppo, anche a tutela degli altri stabilimenti esistenti in Italia e in Europa - prosegue la nota aziendale - è quindi fondamentale raggiungere una migliore efficienza e adattare la capacità produttiva ai livelli di domanda attuali. Sono purtroppo numerose le chiusure e le ristrutturazioni nelle diverse aree di business a livello mondiale che la crisi ha imposto ad Akzo Nobel in questi ultimi anni".

Durante l'incontro, i rappresentanti di 'Akzo Nobel' hanno ribadito di aver "creduto e investito nella possibilità di mantenere l'impianto di Romano d'Ezzelino" come parte della propria organizzazione, ricordando di avervi investito dal 2010 oltre 3,5 milioni di euro. "Tuttavia - prosegue il comunicato - il continuo peggioramento dei settori di sbocco, da cui è derivato un ulteriore calo della domanda, e la struttura del sito, concepita per volumi di produzione molto elevati, hanno reso l'impianto una linea di business non più sostenibile e obbligano Akzo Nobel alla chiusura dello stabilimento". L'azienda ha espresso la volontà "di raggiungere un accordo responsabile, corretto e rispettoso con le rappresentanze sindacali e con il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di individuare le misure e gli strumenti più idonei a ridurre il più possibile l'impatto sociale di questa riorganizzazione".

LA REPLICA "Non ci sono le condizioni per chiudere perché non si tratta di un'azienda in difficoltà finanziaria, ma piuttosto di una multinazionale che vuole semplicemente guadagnare di più. Non ci sono nemmeno le condizioni relazionali viste le modalità sbagliate con cui si è comunicata la decisione della chiusura, ma soprattutto non ci sono le condizioni per la chiusura perché prima si devono verificare altre strade, soluzioni alternative".

Sono le parole dell'assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, a proposito dell'incontro che si è tenuto mercoledì pomeriggio al Ministero del Lavoro a proposito della chiusura dello stabilimento Akzo Nobel di Romano d'Ezzelino. "Ho apprezzato e condiviso l'intervento del dottor Giampiero Castano del Ministero - prosegue Donazzan - che ha specificato la necessità di un approfondimento per chiarire la strategia di Akzo Nobel in Italia e ha ribadito come il compito del Ministero e, aggiungo, della Regione non sia quello di chiudere le aziende ma di difenderle".

"E' grave - conclude - che una multinazionale europea disattenda l'invito del Governo italiano all'incontro e voglio credere che si torni a pretendere rispetto per l'Italia, per il Governo italiano e per i lavoratori italiani".

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