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Martedì, 7 Febbraio 2023
Economia

Pfas, i lavoratori Miteni chiedono l'inserimento nel piano sanitario regionale di sorveglianza

L'istanza arriva dalla necessità dei lavoratori di verificare il loro stato di salute in maniera più approfondita

Inserimento dei dipendenti nel “Piano regionale di sorveglianza sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas)”. È quanto chiedono i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza salute ed ambiente di Miteni, l'azienda di Trissino indicata come responsabile dello sversamento dei Pfas nelle acque che avrebbero inquinato le falde di 21 Comuni veneti.

“Vogliamo che si possa procedere parallelamente ad una verifica del loro stato di salute rispetto a quanto fin qui evidenziato dalla sorveglianza sanitaria aziendale”, chiosano le Rsu. Le notizie riguardanti diversi rilievi medico-scientifici su possibili effetti dannosi che le sostanze perfluoroalchiliche causerebbero alla salute delle persone preoccupano non poco i lavoratori della Miteni. Ulteriore allarme giunge poi dalla lettura di quanto recentemente relazionato in materia di Pfas da parte di alcuni organismi istituzionali.

E cioè: la commissione tecnica Pfas della Regione Veneto; la commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esse correlate; il Servizio Epidemiologico Regionale con lo studio su dipendenti ed ex dipendenti Miteni menzionato nell’ambito del "Simposio scientifico internazionale sui PFAS" svoltosi il 22 e 23 febbraio 2017 presso l’aula congressi dell’Ospedale Santi Giovanni e Paolo a Venezia.

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