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Cucina

Galani, Castagnole, Fritole con lo zabaion: le ricette vicentine

E' tradizioni farle dal giovedì grasso all'ultimo martedì, le preparazioni tipiche tramandate dalle nonne

Il Carnevale vicentino si sente dal profumo nelle case, è tempo di dolci, ogni famiglia ha le sue ricette tramandate dalle nonne. In tavola si portano i sapori di una volta. Dai friabili Galani alle sode Castagnole, fino alla soffice Fritola, ogni preparazione racconta una storia di antiche tradizioni. Ecco le ricette tipiche della nostra provincia.

Galani de Vicensa

In una ciotola, mescola 500 grammi di farina con due tuorli e un uovo intero, 50 grammi di burro ammorbidito, 60 grammi di zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone e un cucchiaio di grappa. Aggiungi un pizzico di sale e, se necessario, un po' di latte. Lavora l'impasto e lascialo riposare coperto con un panno umido per mezz'ora. Stendi la pasta in fogli sottili, tagliala a strisce e friggi in olio caldo. Asciuga i galani su carta da cucina e spolvera con zucchero a velo.

La Fritola Vicentina

400 grammi di farina di frumento tipo 0, 25 grammi di lievito di birra fresco, 50 grammi di zucchero, 2 uova, 100 grammi di uvetta, latte, grappa, olio, 50 grammi di zucchero vanigliato e un pizzico di sale. Lascia l'uvetta in ammollo nella grappa, poi prepara un impasto con farina, latte, zucchero, uova e lievito. Aggiungi l'uvetta strizzata, lascia lievitare per 2 ore, poi friggi l'impasto in olio caldo. Scolale, asciugale e spolverale con zucchero a velo.
Lava l'uvetta e lasciala in ammollo nella grappa per circa mezz'ora. In una terrina, versa la farina e incorpora un po' di latte, lo zucchero e le uova, formando un impasto abbastanza tenero. Aggiungi un pizzico di sale, il lievito sciolto in un po' d'acqua tiepida e l'uvetta scolata dalla grappa e strizzata. Amalgama bene l'impasto e lascialo riposare in un luogo tiepido per 2 ore. Scalda l'olio di arachidi in una padella e, appena è fumante, versaci l'impasto con l'aiuto di un cucchiaio. Friggi le frittelle fino a che non diventino dorate, poi scolale e lasciale asciugare su carta assorbente da cucina. Disponile su un piatto da portata e spolverale con lo zucchero a velo.

Fritole col zabaion

Per le frittelle: mescola 200 gr. di farina con 50 gr. di zucchero, un bicchierino di grappa e 15 gr. di lievito di birra sciolto in poca acqua tiepida. Aggiungendo acqua tiepida, mescola fino a ottenere una pasta molto morbida, aggiungi un uovo sbattuto e un pizzico di sale, quindi lascia lievitare. La tua pasta dovrebbe raddoppiare di volume, a questo punto aggiungi una presa di pinoli e uvetta. Friggi a cucchiaiate in abbondante olio bollente.
Per lo zabaione alla veneziana serviranno 8/10 tuorli di uovo e altrettanti cucchiai colmi di zucchero, battili con una frusta fino a ottenere una spuma, quindi aggiungi un bicchiere di vino passito, oppure semplicemente un buon Marsala e due prese di cannella in polvere. Cuoci a bagnomaria e mescola sempre nello stesso senso finché non comincerà ad alzarsi (non farlo bollire, se no rovini tutto!).
Con un saccapoche per dolci riempi le frittelle con lo zabaione.

Castagnole Vicentine

In una ciotola, ammorbidisci 100 grammi di burro e mescola con 80 grammi di zucchero, 3 uova, mezzo chilo di farina 00, la buccia grattugiata di un limone e un cucchiaio abbondante di lievito vanigliato. Aggiungi un pizzico di sale e lavora l'impasto fino a renderlo omogeneo. Scalda abbondante olio per frittura, quindi forma delle palline della dimensione di una noce e friggile finché non risultino ben dorate. Asciuga le castagnole su carta da cucina e spolvera con zucchero a velo.

La storia dei dolci di Carnevale

Storia delle Frittelle: Le frittelle, note come "fritole", hanno una storia che risale al Cinquecento, divennero un elemento fondamentale della cucina veneziana, tanto da essere considerate il dolce nazionale della Repubblica Serenissima. Fino alla fine dell'Ottocento, le frittelle erano preparate da professionisti, i "fritoleri", che le vendevano per le strade o nelle botteghe, diventando un simbolo del Carnevale veneziano.

Storia dei Galani: Conosciuti anche come 'Crostoli', traggono le loro origini dai "frictilia" romani. A seconda della regione italiana in cui vengono preparati, assumono nomi diversi: Frappe a Roma, in Toscana diventano i Cenci. In Piemonte sono le bugie, c'è chi le fa a forma di nodini o fiocchetti o chi addirittura le fa ripiene, come un fagottino che vengono farciti con mostarda o marmellata. in Veneto il nome cambia in base alla località: crostoli nel trevigiano, galani nel veneziano ma anche frappe, sossole a Verona. L’unica differenza consiste nello spessore: i galani infatti sono più sottili rispetto ai crostoli. I crostoli sono a formato rettangolare o a rombo, con i bordi arricciati, una po’ più spessi e a volte con un taglio nel mezzo, che li fa arricciare. I galani sono delle strisce di pasta tagliata a forma di nastro, detto appunto galan, molto sottili e friabili. 

Storia delle Castagnole: Le castagnole, piccoli dolcetti simili a bon bon, hanno una storia che parte dal Settecento. La ricetta tipica veneta non prevede alcun ripieno, infatti le castagnole vengono più piccole e dure rispetto alle frittelle. Si possono sia friggere che fare al forno ma, inutile dirlo, quelle fritte sono eccezionali! Piccoli bon bon dolci e croccanti, le castagnole sono così golose e sfiziose, che non riuscirete a smettere di mangiarle Il loro nome deriva dalla forma, poco più grande di una castagna, sono bocconcini dorati tipici di questi giorni, facili da preparare anche a casa e dal gusto così invitante che finiranno in un attimo.

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