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Venerdì, 30 Settembre 2022
Cronaca Roana

Zaia durissimo con la protesta dei profughi: "Non gli piace? Vadano a casa"

Profondamente critica la posizione del governatore del Veneto Luca Zaia dopo le proteste dei 25 profughi alloggiati a Cesuna: "Chi rifiuta il cibo che gli viene offerto, non scappa certo dalla fame o dalla miseria"

“L’ho detto cento volte e torno a ripeterlo: chi rifiuta il cibo che gli viene offerto, non scappa certo dalla fame o dalla miseria, e non ha la minima voglia di accettare la nostra cultura. Questi immigrati dovrebbero imparare il messaggio che ci è stato trasmesso dai nostri nonni, migranti spesso pure loro: non si critica ciò che ti viene offerto con generosità, chi ha fame non dice mai no alla mano che offre il pane. Il prefetto di Vicenza, a questo punto, li accontenti: se rifiutano la nostra pastasciutta e vogliono cibo etnico, siano rimandati immediatamente a casa loro dove evidentemente il pane non manca”. Il presidente della Regione Luca Zaia commenta così la rivolta dei 26 migranti ospitati a Cesuna, che mercoledì sono scesi a Vicenza per manifestare il loro “disagio” e promettendo di rifarlo se non saranno accontentati entro sabato.

“Leggo – dichiara Zaia – che avrebbero preso la corriera di linea senza pagare il biglietto, nel frattempo hanno ottenuto di essere spostati da un hotel a un altro che sarebbe più di loro gradimento. Oggetto della protesta è anche la cooperativa che li ha presi in carico ma che, testualmente, ‘non fa abbastanza’, senza contare il fatto che dicono di annoiarsi sull’Altipiano di Asiago ora che l’estate è finita e i villeggianti se ne sono andati. Trovo vergognoso che questi 26 ragazzi in ottima salute, corpulenti e abili al lavoro, provenienti da Paesi non certo in guerra, siano mantenuti a spese di cittadini veneti che faticano a portare in tavola un piatto di pasta, altro che cibo etnico. Suggerisco al Prefetto di accontentarli, di chiudere subito la pratica per il riconoscimento di uno stato di profugo che evidentemente non spetta a chi rifiuta il nostro cibo, e di rimpatriarli come da norma di legge. Chiedo poi al governo, che due settimane fa aveva annunciato con toni trionfalistici che l’Europa si sarebbe presa in carico soggetti di questo tipo, cosa stia aspettando a liberare Cesuna dalla presenza di migranti, evidentemente non soddisfatti e stanchi della nostra ospitalità”.

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