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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca

Vicenza, profugo senza identità scatena il putiferio in ospedale: "Non voglio restare in Italia"

Le sue vere generalità restano un mistero ma lui in Italia non ci vuole restare. Lo ha chiarito prima danneggiando due motorini parcheggiati all'ospedale, e poi minacciando con una spranga un'addetta alla reception, potrebbe essere espulso

Potrebbe venire dal Chad oppure essere un nigeriano l'uomo che domenica dopo aver distrutto due motorini e minacciato una dipendente dell'hotel Adele è stato portato in questura. Chi sia, resta un quesito difficile da risolvere  ma di vitale importanza per comprendere quale sarà il suo futuro. A seconda dello stato da cui proviene, infatti, potrebbe essere allontano o rimanere in Italia. 

Sabato notte era arrivato assieme ad altri trenta disperati che dopo il fotosegnalemento erano stati ospitati all'Hotel Adele. Poche ore dopo il suo arrivo, però, il richiedente asilo aveva chiesto con insistenza di essere portato in ospedale.  Pur senza un evidente ragione, un'ambulanza lo aveva trasportato al pronto soccorso, ma nel triage era rimasto ben poco. In condice verde, spazientito per l'attesa, è uscito dalla struttura e ha iniziato a prendere a calci due motorini. Era l'inizio i una lunga giornata che ha visto il profugo misurarsi con la polizia più volte

 Staccato uno specchietto dal primo mezzo lo ha utilizzato per aumentare la sua capacità di danno. Alle 6.45 quando la volante, chiamata da un infermiere che aveva assistito ala scena, è intervenuta sul posto, i due motorini si trovano in pessime condizioni. Il primo mezzo era senza specchietti, graffiato e perdeva benzina. Il secondo, oltre al "solito" specchieto finito a terra, presentava una carrozzeria pesantemente ammaccata.  Riportato in questura l'uomo si è calmato e ha detto di essere un nigeriano del '92. Denunciato per danneggiamenti è stato riportato in hotel. 

Durante la giornata gli altri ospiti e il personale dell'albergo lo hanno sentito spesso urlare e parlare con sè stesso.  L'uomo si è chiuso in camera danneggiando un televisore e parte del mobilio. In molti lo avrebbero sentito urlare in inglese: "Io in Italia non ci voglio stare".  La situazione è peggiorata ulteriormente alle 20 e 55. Il profugo ha minacciato con una spranga di acciaio lunga 60 cm l'addetta alla reception che lo aveva redarguito per i danni causati. Un pattuglia è allora tornata a fargli visita. Oltre all'arma in propria che teneva in mano anche all'arrivo della polizia, l'uomo aveva nascosto in un vaso all'esterno dell'hotel anche un' altra spranga lungo circa il doppio. Fuori  di sè è stato portato in psichiatria dove è stato sedato. 

Alle 22 dopo l'ennesima scorribanda è stato riaccompagnato in questura. Questa volta ha detto di provenire dal Chad e di essere dell'85. Secondo il mediatore culturale consultato dalla polizia, l'uomo che non parla francese (lingua molto utilizzata in Chad) ma un inglese fluente e un ottimo arabo, potrebbe arrivare dalla zona di confine dei stati. E' stato denunciato ed uscirà dal programma di accoglienza per i richiedenti asilo. Tuttavia il suo destino dipende proprio dalla sua nazionalità. L'stabilità politica del Chad, infatti, non permette le condizioni necessarie per il ripatrio.

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