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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Vicenza, polemiche sui classici, Bulgarini si difende: "Critiche squadriste"

Il vicesindaco Jacopo Bulgarini D'Elci non ci sta e difende la scelta di ospitare la Liddell all'Olimpico. "Quello di Salvini e Forza Nuova è squadrismo culturale" scrive su Facebook, poi attiva il comunicato

La replica alle parole del leader della Lega Salvini e alle accuse di Forza Nuova non si sono fatte attendere. Il vicesindaco Jacopo Bulgarini D'Elci è tornato due volte a parlare della spettacolo "Lettera di San Paolo ai Corinzi della discussa artista Angélica Liddell

Il numero due di Variati, ha prima commentato lo scalpore mediatico generato dalla rappresentazione teatrale, giudicata blasfema, su Facebook e poi pubblicato un comunicato stampa dai toni piuttosto decisi. Sulla sua pagina personale Bulgarini ha chiarito "Si tratta si squadrismo culturale". 

La vera bordata, però, è partita con la mail del Comune: "Altro che il lavoro di Angelica Liddell che aprirà il Ciclo di spettacoli classici dell'Olimpico il 18 settembre: a essere scandalosa è la censura preventiva, politicamente strumentale, pretesa da Salvini e dai suoi epigoni. Scandalosa per due ragioni: per l'attacco a fondamentali principi di libertà degli artisti e del pubblico evidente nei toni da crociata, con la pretesa anacronistica e pericolosissima di impedire lo spettacolo; e per l'incredibile superficialità con cui si sta parlando di questo lavoro, montando una gigantesca mistificazione sul significato della ricerca dell'autrice catalana, facendolo passare per uno spettacolo di bassa e volgare provocazione, che irride gratuitamente e offensivamente la religione e i suoi simboli. Uno spettacolo va visto per essere giudicato, sempre: ma basterebbe anche leggere le parole dell'autrice per ricavarne un'idea diversa. La Liddell, che è forse la voce più importante del teatro di ricerca europeo, contesa dai maggiori palcoscenici internazionali, mette in scena una riflessione sulla fede, sulla ricerca del Divino, su - e cito le sue parole - 'il Sacro come un modo per restituire all'essere umano la coscienza dello spirito, strapparlo al totalitarismo materialista'. 'Non mi interessano - dice sempre Liddell - la bestemmia, lo scandalo, la provocazione, mi interessano il sacro e la religione come qualcosa di sovversivo'. Lo farà con lo stile e il linguaggio di un teatro che punta a scuotere le coscienze: il suo linguaggio, aggressivo e complesso, audace e spregiudicato, a cui ha diritto sacrosanto nella sua libertà di artista. E c'è un'altra forma di libertà, oltre a quella culturale e artistica, che è messa in pericolo dai feroci censori che chiedono la cancellazione preventiva dello spettacolo: la libertà del pubblico, di ciascuno di noi, di decidere liberamente cosa andare a vedere a teatro, o al cinema, o che libri leggere. La libertà di scegliere, farsi una propria opinione, decidere se applaudire o fischiare: questa libertà negano i nostalgici dell'Indice dei libri proibiti, che forse preferiscono una società in cui è il potere politico o religioso a decidere cosa ammettere e cosa escludere dalla sfera della libertà individuale. Lo dico a Salvini e ai suoi epigoni locali: questo è il comportamento di regimi o movimenti totalitari. Questo è lo spirito, intollerante e censorio, che motivava gli estremisti islamici che hanno sterminato la redazione di Charlie Hebdo: le magliette con "Je suis Charlie" sono già passate di moda? E fa pena che si ergano a difensori della fede coloro che, ogni giorno, vomitano odio e fomentano paure, aggredendo - loro sì - i principi più profondi del cristianesimo e di una società civile. A Vicenza abbiamo aperto l'Olimpico, con la direzione artistica di Emma Dante a cui riconosciamo libertà e rispetto artistico, alle voci più interessanti del panorama italiano ed europeo: per restituire protagonismo al teatro più antico e più bello del mondo, quello di Palladio, per troppo tempo appannato. È legittimo criticare, dissentire, fischiare, rifiutare: impedire ad altri la libertà di andare a vedere uno spettacolo significa, semplicemente, tornare al Medioevo".

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