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Cronaca

Vicenza, piano scuola: "E' fatto per agevolare gli insegnanti del Sud"

La fase B del piano di assunzioni dei professori entra nel vivo e sono in tanti a rinunciare all'assegnazione della cattedra a causa delle grandi distanze. Secondo i sindacati il meccanismo è organizzato per agevolare le regioni del Sud

Più della metà delle cattedre assegnate a Vicenza sono state restituite ed ora potrebbero finire ad insegnati provenienti da fuori regione.

Come riportato da il Giornale di Vicenza, secondo i sindacati della scuola, il meccanismo studiato dal Governo Renzi agevola le regioni del meridione, e gli insegnati che non hanno problemi a fare le valige e spostarsi da casa. La legge sulla Buona Scuola organizza in  quattro fasi le assunzioni, la terza, quella che sta per entrare in atto, prevede che i posti rifiutati a livello regionale tornino all'interno della graduatoria nazionale.

In Veneto dei 4.329 posti assegnati,  sono tornati al Miur 2.175; a Vicenza su 889 assegnati 462 sono tornati disponibili. I motivi sono molteplici, primo fra tutti la distanza delle sedi assegnate dalle abitazioni dei docenti che spesso si trovano a fare chilometri e chilometri di strada, magari per una giornata lavorativa di poche ore. Chi rinuncia al posto esce dalle graduatorie per sempre. Il rischio è quello che insegnati provenienti dalle regioni del Sud, dove i posti scarseggiano, trovino la cattedra in Veneto, penalizzando gli insegnati nostrani. 

In questo meccanismo, segnalano inoltre i sindacati, i più penalizzati sono gli insegnati di terza fascia, spesso giovani e ancora distanti nelle graduatorie. Con la migrazione dei docenti, per loro, lo spazio per le supplenze è destinato a diminuire. 

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