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Venerdì, 30 Settembre 2022
Cronaca

Omicidio stradale #iosonoAlex: i social si mobilitano

Giovedì si aprirà in parlamento la discussione sulla legge per l'omicidio stradale, a Vicenza, intanto, continua la lotta della famiglia di Alex Di Stefano, il ragazzo ucciso in tangenziale nel 2011

Lo scorso 26 novembre sulla homepage di molti utenti di Facebook vicentini è apparsa la foto di una giovane con un cartello in mano. Sul foglio bianco tenuto tra le mai tre semplici parole precedute da un hashtag: "Io sono Alex".  Quella ragazza è Martina Di Stefano, sorella di Alex, il 22enne ucciso in un incidente stradale nel giugno del 2011. Quella morte non ha ancora avuto giustizia. Alla vigilia dell'inizio della discussione in parlamento della legge per l'omicidio stradale, in molti hanno deciso di aderire alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla famiglia della vittima.

"Mia cugina ha postato quella foto per chiedere giustizia -Spiega Domenico Milano, gestore della pagina Giustizia per Alex- Lo ha fatto dopo che in tribunale è tornato tutto in discussione. L'uomo alla guida dell'auto che provocò l'incidente aveva bevuto e assunto droga. I suoi legali, in primo grado, riuscirono a togliere l'aggravante delle sostanze stupefacenti, durante il processo d'Appello hanno chiesto anche la revisione dell'alcoltest. Se verranno ascoltati l'uomo che ha ucciso io cugino potrebbe non fare mai un giorno di galera. Potrebbe perfino tornare a guidare"

La foto di Martina di Stefano è stata subito ricondivisa da migliaia di persone ed in molti hanno seguito il suo esempio facendosi immortalare con lo stesso cartello. "Abbiamo scelto quell'hashtag -Conclude Milano- perchè quello che è capitato ad Alex poteva succedere a chiunque. Lui quella sera stava tornado a casa quando un'auto lanciata ad alta velocità in contromano lungo la tangenziale lo ha travolto". 

La storia di Alex e della sua famiglia è stata ripresa anche mercoledì dalla trasmissione Rai, Uno mattina. Il padre Piero Di Stefano ha ripercoso gli eventi di quella tragica sera e delle 24 ore successive, quando sua moglie, in preda al dolore per la perdita del figlio, decise di farla finita. Accanto a lui Martina, che dopo la foto su Facebook ha lanciato un altro appello: "Chiedo a Tavecchio e al mondo del calcio di aiutarci nella nostra campagna di sensibilizzazione, organizzando una giornata in cui i calciatori utilizzino la maglia "Io Sto con Alex", perchè davvero quello che è successo a lui potrebbe capitare a chiunque. Tutti noi siamo Alex"

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