Vicenza e i servizi segreti: un filo lungo 50 anni

Dalle "barbe finte", agli appalti, al floppy disk fino, forse, al caso Bachri: presenze invisibili e costanti dai piedi di Monte Berico al Ponte di Bassano

Questa foto di corso Palladio è offerta da Trip Advisor

Se fosse ancora vivo Ian Fleming, il creatore di 007, probabilmente ambienterebbe una delle avventure di James Bond a Vicenza. Non è un segreto negli ambienti di settore: la città e la provincia del Palladio sono da sempre zone di interesse per i servizi segreti di mezzo mondo. La presenza della base americana, flussi di denaro imponenti e non sempre puliti, aziende ad altissima specializzazione e società che monitorano tutti gli appalti in Italia sono i motivi fondanti di una presenza continua e non sempre silenziosa dell’intelligence, soprattutto italiana. 

Ma cosa fanno i servizi segreti nel vicentino? Che ruolo svolgono? Chi sono questi uomini di cui si conosce sempre molto poco? Chi svolge questo ruolo, innanzitutto, non ha niente a che fare con l’immaginario collettivo del perfetto agente segreto.

Le barbe finte

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