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Cronaca

Vicenza, allontanati dalla famiglia: i fratellini tornano a casa

Revocato il decreto di allontanamento. Erano stati prelevati a scuola nel 2016 da assistenti sociali e polizia di Stato

La storia di questi bambini inizia all’inizio dell’anno scorso, quando i servizi sociali inviano una relazione negativa sui genitori con sospetti di maltrattamento. "Il Tribunale non convoca i genitori e non risulta agli atti alcuna verifica su tali sospetti, ed emette un decreto di allontanamento - spiega il Comitato - dopo l’allontanamento i servizi avviano la pratica barbara e disumana delle visite protette, con visite di un’ora ogni 15 giorni sotto stretta sorveglianza. Purtroppo questa pratica è diffusa nella giustizia minorile tanto che alcuni, anche persone autorevoli, hanno parlato di bambini al carcere duro".

La famiglia decide di rivolgersi al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus che, dopo un attento studio, conclude la pratica parlando di "violazione dei diritti dei bambini". Dalle informazioni raccolte è infatti risultato che i bambini protestavano chiedendo a gran voce di tornare a casa. Dopo mesi di immobilità sulla questione interviene l’Assessore del Comune di Vicenza, Isabella Sala, che risponde all’appello dei genitori e del comitato e dopo un primo incontro si attiva per avviare un primo progetto per il rientro dei bambini a casa che però procede a rilento.

Nel frattempo i bambini fuggono dalla comunità e tornano a casa, prima la ragazzina e poi i due fratellini. Il Tribunale decide quindi di chiedere una consulenza tecnica per verificare se l’allontanamento è necessario. Sabato è arrivata la risposta positiva: i bambini potranno restare a casa.

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