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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Vicenza, assegni per diamanti, truffata un'azienda orafa per 500 mila euro

Un imprenditore di Napoli aveva proposto un grosso affare ad un'azienda orafa di Vicenza: 500 mila euro in cambio di una cascata di diamanti. Dopo lo scambio la scoperta che gli assegni erano scoperti. Rebus sulle verifiche bancarie

Truffata una nota azienda orafa della città che commercia in preziosi e gioielli. Il colpo ha fruttato ai malviventi 500 mila euro in diamanti. 

Nelle scorse settimane un intermediario, ben conosciuto nel settore, aveva presentato all'azienda un imprenditore di Napoli dalle tasche profonde. L'uomo aveva proposto alla ditta vicentina due grossi affari, il primo relativo alla compravendita dei diamanti, il secondo, del valore di 1 milione e mezzo, per altri preziosi e mai andato in porto.  In tempi di crisi non si può mai essere sicuri, così, prima di affinare lo scambio la ditta orafa aveva voluto controllare le credenziali dell'imprenditore di cui, almeno nel vicentino, non esisteva uno storico. 

La solvibilità del nuovo cliente era stata dunque controllata tramite alcune telefonate tra la banca dell'azienda vicentina e quella napoletana dell'imprenditore. Fatti i debiti controlli, lo scorso fine settimana le due parti avevano proceduto allo scambio.  Venduto il prezioso carico, però, la verità è venuta a galla: gli assegni erano scoperti. 

La truffa è stata subito denunciata in questura. Su tutte le furie l'azienda vicentina, che credeva di essersi tutelata grazie ai controlli bancari e che minaccia di rivalersi anche su i due istituti di credito.  La trama, però, diventa più complicata: Il direttore delle filiale napoletana che avrebbe confermato la solidità finanziaria del cliente-truffatore, nega di aver mai ricevuto alcuna chiamata dalla banca vicentina. Le indagini della squadra mobile dovranno appurare se la telefonata sia realmente avvenuta e se questa possa essere stata intercettate e reindirizzata da alcuni complici del finto imprenditore.

Problemi anche per  l'intermediario che per primo aveva proposto l'affare. L'uomo ha, infatti, esibito alle forze dell'ordine un finto documento d'identità. 

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