Derubava i clienti con il complice sotto al letto: in carcere prostituta 29enne

In questura e in tribunale non si contano più le visite di Maria Brindusa. Arrestata innumerevoli volte martedì è finita in carcere per non aver rispettato l'obbligo di firma

Maria Brindusa e l'ex Sartori Moto a Ponte Alto, luogo dove portava i clienti

È finita in manette per l'ennesima volta ma questa volta dovrà scontare sei mesi di reclusione in carcere. La sezione anticrimine della polizia di stato martedì mattina verso le 8:30 ha rintracciato e arrestato Maria Brindusa, 29enne rumena molto conosciuta dalle forze dell'ordine e protagonista di diversi episodi criminosi.

La donna, senza fissa dimora ma con base all'ex Sartori Motor di Ponte Alto, non aveva rispettato la misura cautelare dell'obbligo di firma. Per questo sono scattate le manette dopo che gli uomini della questura l'hanno rintracciata proprio nei pressi dell'edificio meta di sbandati. 

La condanna per la quale è scattato il provvedimento risale al 2013 ed è avvenuta in seguito alla denuncia di un cliente vittima di quello che poi è stato definito "metodo Brindusa". Il meccanismo era molto spesso lo stesso in tanti casi di furti operati dalla prostituta con l'aiuto di un complice. Mentre la donna consumava il rapporto sessuale con il malcapitato di turno il compare, nascosto sotto al letto, tirava fuori un mano e sottraeva i beni delle vittime lasciati per terra o sul comodino, ma in quel caso l'uomo si è accorto della trappola ed è andato in questura. 

Brindusa, domiciliata a Vicenza, era già stata espulsa dall'Italia e ora dovrà scontare l'intera pena in carcere dove potrebbero arrivarle altre condanne aggiuntive per altri episodi. 

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